Donald Trump ha annunciato il 20 settembre 2026, negli Stati Uniti, la creazione di una AI Force destinata a promuovere l’impiego dell’intelligenza artificiale e ha proposto di cambiare il nome stesso della tecnologia. La nuova struttura dovrebbe essere guidata da uno “zar AI”, mentre il presidente americano ha indicato tre alternative a “Artificial Intelligence”: Superior Intelligence, Extreme Intelligence e Supreme Intelligence.
L’iniziativa arriva mentre l’IA assume un ruolo sempre più rilevante nella sicurezza nazionale, nelle infrastrutture strategiche e nella competizione tecnologica internazionale. Per ora Washington non ha chiarito la struttura, i poteri e i compiti della futura agenzia: secondo le ricostruzioni disponibili, potrebbe quindi rimanere a lungo allo stadio di proposta.
La AI Force per accelerare l’uso dell’intelligenza artificiale
Trump ha ribadito di non voler rallentare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale attraverso nuovi interventi legislativi. Al contrario, la AI Force dovrebbe incentivare l’adozione della tecnologia negli Stati Uniti, in una fase in cui il governo di Washington sta già accelerando sull’impiego dell’AI.
Il presidente considera l’IA la prossima grande rivoluzione industriale e ha sostenuto che il suo sviluppo potrebbe aumentare del 25% il prodotto interno lordo americano. L’obiettivo dichiarato è rafforzare la leadership degli Stati Uniti, evitando che vincoli normativi possano favorire la Cina nella competizione sui modelli generativi e sui sistemi avanzati.
La guida dell’organismo dovrebbe essere affidata a una figura scelta tra persone con un elevato quoziente intellettivo. Il ruolo di responsabile dell’AI era stato ricoperto fino a marzo da David Sacks, oggi presidente del consiglio dei consulenti per scienza e tecnologia. Non è stato precisato se Sacks tornerà a occuparsi direttamente della nuova iniziativa o se verrà nominato un altro “zar AI”.
Il confronto sulla sicurezza tra Trump, Anthropic e OpenAI
La posizione di Trump si contrappone alle preoccupazioni espresse da alcuni protagonisti dell’industria tecnologica. Tra i dirigenti che hanno suggerito di rallentare lo sviluppo dei modelli figurano Dario Amodei di Anthropic, Sam Altman di OpenAI e Satya Nadella di Microsoft.
Il tema centrale è il cosiddetto disallineamento, cioè la possibilità che un modello o un agente di intelligenza artificiale esegua azioni diverse da quelle fornite o autorizzate dall’utente. Il problema riguarda in particolare i sistemi capaci di pianificare attività, utilizzare strumenti esterni e operare con un livello crescente di autonomia.
Trump ha respinto l’idea che l’espansione dell’AI rappresenti una minaccia esistenziale. In un post pubblicato su Truth Social ha definito una truffa orchestrata dalla “sinistra radicale” le voci secondo cui l’intelligenza artificiale potrebbe portare allo sterminio dell’umanità. Nella stessa presa di posizione ha associato queste preoccupazioni alle contestazioni sul cambiamento climatico e alle proteste contro la costruzione dei data center.
Secondo Trump, le preoccupazioni sui possibili rischi per l’umanità sono una bufala e un intervento legislativo sull’AI sarebbe un regalo alla Cina.
Il contrasto coinvolge aziende che sviluppano alcuni dei principali modelli generativi, tra cui quelli di Anthropic e OpenAI. Il dibattito riguarda anche strumenti e assistenti come Claude e ChatGPT, oltre ai sistemi concorrenti sviluppati da Google, tra cui Gemini. Le fonti non collegano direttamente questi prodotti alla futura AI Force, ma li collocano nello stesso scenario di crescita rapida dei modelli e di discussione sui loro limiti di sicurezza.
Il sondaggio per sostituire il nome Artificial Intelligence
Oltre alla nuova agenzia, Trump ha avviato un sondaggio per valutare un nuovo nome dell’AI. La motivazione riportata è che l’espressione “Artificial Intelligence” non sarebbe più corretta. Le opzioni indicate sono Superior Intelligence, Extreme Intelligence e Supreme Intelligence.
La proposta si inserisce in una più ampia politica di ridenominazione di alcuni luoghi e istituzioni negli Stati Uniti. Secondo la fonte, durante la sua amministrazione Trump ha cambiato il nome del Dipartimento della Difesa in Dipartimento della Guerra, del Golfo del Messico in Golfo d’America e del Lago Ontario in Lago d’America.
Il sondaggio ha attirato anche il commento di Elon Musk, che su X ha scritto che le descrizioni associate alle alternative proposte sarebbero “incomprensibilmente intelligenti”. Non sono stati comunicati né la durata della consultazione né i criteri con cui verrà scelto il nome definitivo, ammesso che il progetto proceda.
Una struttura ancora senza poteri definiti
La creazione della AI Force non è accompagnata, al momento, da un piano operativo dettagliato. Restano da chiarire il rapporto con le agenzie federali esistenti, le risorse economiche, le competenze del responsabile e il ruolo dell’organismo nei confronti delle aziende private.
L’annuncio conferma tuttavia il passaggio dell’intelligenza artificiale da settore prevalentemente industriale a tema direttamente legato alla politica e alla sicurezza nazionale. La competizione tra Stati Uniti e Cina, insieme alla crescita di aziende come OpenAI, Anthropic e Google, sta spingendo Washington a considerare l’AI una priorità strategica.
Tra i servizi e le piattaforme che alimentano questo confronto figurano ChatGPT, Claude e Gemini, mentre altri strumenti come Perplexity e il progetto OpenClaw vengono citati nel più ampio ecosistema dell’AI generativa e degli agenti intelligenti. La futura AI Force, però, non ha ancora ricevuto una definizione ufficiale su struttura, calendario e responsabilità operative.

