OpenAI ha annunciato il 5 novembre 2026 GPT-6 Cyber, un nuovo modello di intelligenza artificiale progettato per individuare vulnerabilità nei software e generare exploit funzionanti. Il sistema non sarà distribuito al pubblico: l’accesso è riservato a un numero limitato di partner del programma Daybreak Red.
Secondo l’azienda californiana, GPT-6 Cyber supera il precedente GPT-5.6 Cyber e, in diverse attività di cybersicurezza, anche GPT-6 Astra. Nonostante le capacità offensive simulate durante i test, OpenAI sostiene di averlo progettato per rispettare rigorosamente i compiti assegnati e per non attaccare sistemi di terze parti.
GPT-6 Cyber scopre centinaia di vulnerabilità
Il modello è stato sviluppato per automatizzare alcune delle operazioni più complesse nella sicurezza informatica, dalla ricerca di falle alla scrittura del codice necessario per sfruttarle in ambienti controllati. Durante la fase di sviluppo, GPT-6 Cyber ha individuato 948 vulnerabilità nel kernel Linux.
Lo stesso modello ha permesso di scoprire 81 vulnerabilità in Firefox. Molte di queste falle sono state corrette con la versione 159 del browser. L’attività di analisi ha inoltre portato all’identificazione di vulnerabilità presenti nell’infrastruttura della stessa OpenAI.
Il livello di autonomia raggiunto spiega la scelta di limitare la disponibilità del sistema. Un modello capace di riconoscere una vulnerabilità reale e di produrre un exploit funzionante può essere utilizzato per rafforzare la sicurezza, ma anche per preparare attacchi contro obiettivi non autorizzati.
I risultati nei benchmark di cybersecurity
OpenAI ha confrontato GPT-6 Cyber con GPT-5.6 Cyber e GPT-6 Astra attraverso diversi benchmark dedicati alla sicurezza informatica. In ExploitGym, un test che misura la capacità di sfruttare una vulnerabilità su un bersaglio remoto, il nuovo modello ha raggiunto il 48,5%.
Il risultato rappresenta un miglioramento del 16% rispetto a GPT-5.6 Cyber. Il benchmark valuta quindi non soltanto la capacità di riconoscere una falla, ma anche quella di trasformare l’analisi in un’azione tecnica efficace all’interno dello scenario previsto dal test.
Un quadro differente emerge da RemoteExploitBench, che utilizza vulnerabilità note presenti in diversi software. GPT-5.6 Cyber è riuscito a trovare la falla e a scrivere l’exploit nel 95% dei casi considerati. GPT-6 Astra, invece, ha rifiutato tutte le richieste contenute nel benchmark.
Il confronto mostra la diversa impostazione dei modelli di OpenAI. GPT-6 Astra applica restrizioni più severe quando una richiesta può riguardare attività offensive, mentre GPT-6 Cyber è stato addestrato per operare in contesti di ricerca e valutazione della sicurezza, mantenendo comunque vincoli sul perimetro delle azioni autorizzate.
Un modello AI con accesso limitato ai partner
GPT-6 Cyber era stato anticipato da indiscrezioni circolate alla fine di settembre. La sua disponibilità non è prevista per il pubblico, perché il modello può individuare vulnerabilità e generare codice di exploit operativo. L’accesso è stato concesso soltanto ad alcuni partner iscritti al programma Daybreak Red.
La selezione degli utenti dovrebbe consentire a OpenAI di controllare gli scenari d’impiego e monitorare l’uso delle funzionalità più sensibili. Il modello può infatti essere impiegato per attività di red teaming, verifica delle difese e analisi del codice, ma le stesse capacità potrebbero risultare pericolose se orientate contro infrastrutture o sistemi privi di autorizzazione.
Nel materiale diffuso da OpenAI, GPT-6 Cyber viene descritto come un modello particolarmente “allineato”, cioè capace di attenersi alle istruzioni ricevute senza svolgere attività diverse da quelle richieste. I test indicano un rispetto delle consegne pari al 99,93%.
Le protezioni contro gli attacchi illeciti
Il comportamento osservato nei test indica che gli agenti AI basati su GPT-6 Cyber non avrebbero attaccato i sistemi di Hugging Face. Il dato è collegato alla capacità del modello di riconoscere i limiti operativi stabiliti dal contesto e di non estendere autonomamente l’attività verso obiettivi esterni.
OpenAI ha inoltre rafforzato i meccanismi destinati a rilevare e bloccare gli utilizzi illeciti. Tra gli scenari considerati rientra l’esecuzione di attacchi contro infrastrutture critiche, un ambito nel quale l’automazione basata su AI potrebbe amplificare velocità, portata e precisione delle operazioni.
La distribuzione commerciale resta quindi circoscritta. La fonte indica che GPT-5.6 Cyber è disponibile tramite API e Codex per alcuni clienti Daybreak Red, mentre tutti i clienti del programma possono accedere a GPT-5.6 Cyber. L’accesso al nuovo GPT-6 Cyber rimane invece limitato ai partner selezionati da OpenAI.

