OpenAI e Sam Altman: uno standard globale per l’AI

Il 22 settembre 2026 OpenAI ha proposto uno standard internazionale per lo sviluppo sicuro dei modelli di intelligenza artificiale, con un ruolo di coordinamento affidato agli Stati Uniti. Sam Altman dovrebbe presentare l’iniziativa durante un intervento al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, mentre il dibattito politico statunitense resta contrario a nuovi interventi legislativi.

La proposta arriva dopo gli appelli dell’azienda a rallentare lo sviluppo dei sistemi AI più avanzati. Al centro del documento pubblicato da OpenAI ci sono l’allineamento dei modelli, la prevenzione degli incidenti e la necessità di stabilire procedure comuni tra governi, aziende tecnologiche e gestori delle infrastrutture critiche.

Pubblicità

OpenAI chiede regole comuni per la sicurezza dei modelli AI

Secondo l’azienda californiana, l’umanità potrà beneficiare dell’intelligenza artificiale generale solo se sarà possibile mantenere i sistemi sotto un efficace controllo umano. Questo obiettivo passa dal cosiddetto problema dell’allineamento: i modelli devono rispettare le indicazioni ricevute, operare entro limiti definiti e non sviluppare comportamenti incompatibili con gli obiettivi stabiliti.

La questione riguarda l’intero settore dell’AI, dai modelli proprietari ai progetti open source. Sistemi come quelli impiegati per chatbot, assistenti digitali e agenti autonomi diventano progressivamente più capaci di eseguire attività complesse. Per OpenAI, l’evoluzione tecnologica deve quindi procedere insieme a metodi condivisi per valutare i rischi e gestire gli errori.

Lo standard proposto dovrebbe ridurre la frammentazione normativa e tecnica oggi presente tra Paesi e aziende. Un quadro comune permetterebbe di definire nello stesso modo che cosa costituisce un incidente, quali soglie di rischio devono essere monitorate e quali test applicare prima della distribuzione di un nuovo modello GPT o di un altro sistema avanzato.

Il rischio dell’auto-miglioramento ricorsivo

Uno dei pericoli indicati da OpenAI riguarda il possibile auto-miglioramento ricorsivo. Attualmente lo sviluppo dei modelli AI richiede ancora interventi e supervisione umana, ma in futuro un sistema potrebbe essere in grado di progettare o realizzare versioni aggiornate di se stesso con un coinvolgimento umano limitato.

Un simile scenario renderebbe più complesso verificare le capacità effettive del modello e prevederne il comportamento. La sicurezza non dipenderebbe soltanto dalla qualità del software iniziale, ma anche dalla possibilità di controllare ogni passaggio del processo di aggiornamento e di intervenire quando emergono comportamenti inattesi.

Il tema si inserisce nel confronto internazionale sulla gestione dell’AI avanzata. Aziende come OpenAI e Anthropic, insieme agli sviluppatori di modelli e servizi concorrenti, operano in un contesto nel quale le capacità dei sistemi crescono più rapidamente delle procedure condivise per valutarli. La proposta di OpenAI punta quindi a creare una base comune prima che gli agenti AI assumano un ruolo più ampio nelle attività sensibili.

Incidenti e benchmark condivisi tra aziende e governi

Tra gli elementi principali del piano figura l’adozione degli stessi benchmark di valutazione per i modelli proprietari e open source. Test comparabili renderebbero più semplice misurare le capacità dei sistemi, confrontare i risultati e individuare eventuali vulnerabilità prima che un modello venga utilizzato su larga scala.

OpenAI propone inoltre una modalità condivisa per la segnalazione degli incidenti. Le aziende dovrebbero poter comunicare in modo strutturato problemi, attacchi e comportamenti imprevisti, evitando che ogni organizzazione utilizzi definizioni e procedure differenti.

La proposta prevede anche canali di comunicazione sicuri tra governi e gestori delle infrastrutture critiche. Questi soggetti dovrebbero poter scambiare rapidamente informazioni su minacce e anomalie, proteggendo al tempo stesso i dati sensibili. L’obiettivo è rendere più coordinata la risposta agli incidenti che coinvolgono servizi essenziali e sistemi ad alto impatto.

Lo standard dovrebbe applicarsi sia alle tecnologie sviluppate internamente dalle grandi aziende sia ai modelli distribuiti con approcci open source. Una copertura ampia è considerata necessaria perché i rischi non dipendono esclusivamente dal tipo di licenza o dal soggetto che ha creato il sistema.

La proposta statunitense e il confronto internazionale

OpenAI sostiene che il lavoro per definire lo standard dovrebbe essere guidato dagli Stati Uniti. Questa impostazione rischia però di incontrare l’opposizione di Cina e Unione europea, che potrebbero non accettare un modello internazionale coordinato principalmente da Washington.

La questione si intreccia con il confronto sulle modalità di regolamentazione dell’intelligenza artificiale. Da una parte c’è la richiesta di adottare misure preventive per i sistemi più autonomi; dall’altra, il timore che regole troppo rigide rallentino la ricerca e la competitività tecnologica. Negli Stati Uniti, Donald Trump ha dichiarato in diverse occasioni di non voler introdurre interventi legislativi in questo settore.

Secondo un gruppo di esperti delle Nazioni Unite, i governi dovrebbero intervenire sugli agenti AI prima che possano rappresentare una minaccia difficile da contenere. Nel documento di OpenAI, gli episodi già registrati, incluso l’attacco citato ai sistemi di Hugging Face, vengono considerati un possibile anticipo di scenari più gravi.

Il rischio prospettato riguarda agenti capaci di colpire infrastrutture critiche senza un controllo umano efficace. Per questo OpenAI intende portare il tema davanti al Consiglio di sicurezza dell’ONU attraverso l’intervento di Sam Altman.

Aggiungici su Google News Aggiungi MRW alle tue fonti preferite su Google! Aggungi su Google
Pubblicità
Massimiliano Bossi
Massimiliano Bossi
Stregato dalla rete sin dai tempi delle BBS e dei modem a 2.400 baud, ho avuto la fortuna di poter trasformare la mia passione in un lavoro (nonostante una Laurea in Giurisprudenza). Adoro scrivere codice e mi occupo quotidianamente di comunicazione, design e nuovi media digitali. Orgogliosamente "nerd" sono il fondatore di MRW.it (per il quale ho scritto centinaia di articoli) e di una nota Web-Agency (dove seguo in prima persona progetti digitali per numerosi clienti sia in Italia che all'estero).

Leggi anche...

Interpol e IA: 126 sospetti identificati con Operation Shams II

Interpol ha usato l’intelligenza artificiale per analizzare immagini online...

Googlebook con Android e Gemini: i primi 5 notebook

Google ha annunciato i primi cinque Googlebook, notebook di...

Xi-Trump, AI e IA: il vertice sulla sicurezza globale

Xi Jinping e Donald Trump discuteranno di intelligenza artificiale...

Mac mini M6 di Apple: IA locale e potenza in 670 grammi

Il Mac mini M6 di Apple è stato testato...

OpenAI lancia Astra for Law: l’AI legale basata su GPT-6

Il 18 settembre 2026 OpenAI ha annunciato Astra for...

Trump annuncia la AI Force e vuole rinominare l’AI

Donald Trump ha annunciato il 20 settembre 2026, negli...
Pubblicità