Google Play Store chiude le porte ai miner

I responsabili di Big G hanno deciso di chiudere la porta del Play Store alle applicazioni per il mining delle crytovalute. Gli sviluppatori eventualmente interessati a questo cambio di rotta sono stati informati attraverso un apposito aggiornamento delle policy, esistono però dei dettagli di cui tenere conto prima di abbandonare del tutto i propri progetti.

Se infatti da una parte le App per la generazione diretta di moneta virtuale non saranno più le benvenute nel market place di Google, dall’altra si potranno continuare a pubblicare e aggiornare tutte quelle soluzioni che consentono di gestire le procedure di mining da remoto, quindi su terminali differenti da quelli in cui l’applicazione è installata.

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L’iniziativa sarebbe dovuta in particolare a questioni inerenti la sicurezza, infatti i software per il mining contengono non di rado codice malevolo finalizzato alla sottrazione di dati riservati, a partire dai numeri di carta di credito, passando per le password di accesso agli exchange e fino alle stringhe di sicurezza per l’accesso ai crypto wallet.

Con il nuovo divieto da parte di Google l’azienda californiana conferma la sua politica basata su forti limitazioni a carico del mining, a tal proposito basterebbe citare il fatto che lo scorso aprile vennero espulse dal Chrome Web Store, e conseguentemente dal browser, tutte le estensioni che consentivano operazioni analoghe.

Le policy aggiornate del Play Store contengono anche novità dedicate ad altre tipologie di applicazioni, saranno infatti vietate tutte quelle che sono state realizzate copiando codice sorgente creato da altri developer e le soluzioni che sono state concepite unicamente per monetizzare tramite l’advertising.

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Claudio Garau
Claudio Garau
Web developer, programmatore, Database Administrator, Linux Admin, docente e copywriter specializzato in contenuti sulle tecnologie orientate a Web, mobile, Cybersecurity e Digital Marketing per sviluppatori, PA e imprese.

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