L’8 ottobre 2026, Island Security Research ha analizzato una nuova campagna di phishing che sfrutta il crescente interesse per i servizi pubblicitari basati sull’intelligenza artificiale. I falsi strumenti conducono le vittime verso pagine di accesso contraffatte, mentre gli attaccanti adattano l’interazione in tempo reale.
Il risultato è un attacco più difficile da riconoscere rispetto al phishing tradizionale: il login non è più una semplice schermata statica, ma diventa una procedura controllata passo dopo passo dal gruppo criminale.
Come funziona il phishing interattivo dei falsi servizi AI
La campagna utilizza annunci e strumenti che imitano servizi legati all’AI. L’utente, attirato da un’offerta o da una funzionalità apparentemente legittima, viene indirizzato a una finestra di autenticazione progettata per assomigliare a quella del servizio originale.
Durante il tentativo di accesso, gli attaccanti possono decidere quali informazioni richiedere e in quale momento. Il flusso può quindi includere credenziali, codici di verifica o ulteriori passaggi di autenticazione, in base alla risposta della vittima.
Questa dinamica trasforma il phishing in un’interazione guidata. La pagina contraffatta non si limita a raccogliere dati, ma reagisce alle azioni dell’utente per rendere l’esperienza più credibile e aumentare la probabilità che l’attacco vada a buon fine.
Perché il login contraffatto è più difficile da individuare
Le procedure di accesso sono ormai familiari agli utenti e spesso includono più schermate, verifiche e richieste di autorizzazione. Un flusso costruito con attenzione può perciò apparire coerente, anche quando il dominio o l’infrastruttura utilizzata non appartengono al servizio legittimo.
La possibilità di seguire ogni passaggio consente agli aggressori di modificare la richiesta in tempo reale. Se una credenziale non viene accettata, se compare una verifica aggiuntiva o se l’utente abbandona la procedura, il sistema può reagire mostrando un nuovo messaggio o un’altra fase di autenticazione.
Il meccanismo sfrutta soprattutto social engineering e familiarità con i brand dell’AI. L’utente non deve soltanto riconoscere un messaggio sospetto, ma verificare l’intero percorso che porta al login.
Il ruolo di AI, ChatGPT, Claude e Gemini nelle esche
La campagna si inserisce in un contesto nel quale strumenti come ChatGPT, Claude e Gemini hanno reso l’intelligenza artificiale un tema di forte interesse per aziende e utenti. Proprio questa attenzione può essere sfruttata per promuovere falsi servizi, strumenti pubblicitari o applicazioni apparentemente collegate a piattaforme note.
Il riferimento a marchi e tecnologie del settore, da OpenAI ad Anthropic, può aumentare la credibilità dell’esca senza dimostrare alcun collegamento reale con i rispettivi servizi. Anche termini come GPT, IA e automazione vengono utilizzati per attirare chi cerca nuove soluzioni operative.
La stessa logica può riguardare strumenti emergenti o molto discussi, tra cui Perplexity e OpenClaw: il nome di una piattaforma conosciuta o di un prodotto innovativo può diventare un elemento persuasivo all’interno di una campagna fraudolenta.
Autenticazione e attenzione dell’utente
La presenza della doppia autenticazione non esclude automaticamente il rischio. Se il codice o la verifica vengono richiesti all’interno di un ambiente controllato dagli attaccanti, anche questo passaggio può essere sfruttato per completare l’accesso abusivo.
Gli indicatori da controllare includono il dominio della pagina, l’origine dell’annuncio, eventuali reindirizzamenti e la coerenza dell’indirizzo con il servizio utilizzato. L’accesso dovrebbe essere avviato direttamente dal sito o dall’applicazione ufficiale, evitando link pubblicitari o messaggi inattesi.
La campagna analizzata da Island Security Research mostra quindi un’evoluzione del phishing verso procedure dinamiche, nelle quali ogni richiesta può essere scelta in base al comportamento della vittima.

