Cybertech Europe 2026 porta a Roma il 6 ottobre 2026 il confronto sulla trasformazione della cyber security europea, sempre più condizionata dall’intelligenza artificiale, dalle infrastrutture critiche interconnesse e dalle nuove dipendenze digitali. L’evento mette al centro resilienza, governance, identità e capacità di risposta davanti a minacce tecnologiche in rapida evoluzione.
AI e sistemi autonomi cambiano attacco e difesa
L’intelligenza artificiale sta modificando contemporaneamente le tecniche offensive e gli strumenti di protezione. L’accelerazione introdotta dall’AI riguarda quindi sia la capacità di individuare e gestire gli attacchi, sia l’evoluzione delle minacce rivolte a organizzazioni e infrastrutture.
Cybertech Europe 2026 affronta questo scenario insieme alla crescita dei sistemi autonomi, destinati a incidere sui modelli con cui le aziende valutano il rischio, controllano gli accessi e reagiscono agli incidenti. La tecnologia non viene considerata separatamente dalla governance: la resilienza dipende anche dalla capacità di definire responsabilità , procedure e criteri di controllo.
Infrastrutture critiche e supply chain sotto pressione
Le infrastrutture critiche sono sempre più legate a ecosistemi digitali complessi e interconnessi. Questa dipendenza amplia la superficie di rischio e rende la supply chain un elemento centrale nelle strategie di protezione, perché un incidente può propagarsi attraverso servizi, fornitori e sistemi collegati.
La cyber resilience richiede quindi una visione che vada oltre la singola organizzazione. Gestire le dipendenze tecnologiche significa conoscere i componenti dell’ecosistema digitale, valutarne l’affidabilità e mantenere la capacità operativa anche in presenza di compromissioni o interruzioni.
Zero Trust e identità al centro del controllo degli accessi
In un ambiente nel quale utenti, applicazioni e dispositivi accedono a risorse distribuite, l’identità digitale diventa uno dei principali punti di controllo. Stabilire chi o cosa possa utilizzare una risorsa è una funzione essenziale per ridurre l’esposizione e limitare gli effetti di un accesso non autorizzato.
Il modello Zero Trust si inserisce in questa evoluzione con un approccio basato sulla verifica continua, invece che sulla fiducia automatica accordata a utenti o sistemi già presenti nella rete. Il tema è collegato alla governance del cyber risk e alla necessità di rendere coerenti politiche, identità e autorizzazioni.
Quantum computing e nuove priorità per la sicurezza
Tra gli argomenti dell’evento figura anche il quantum computing, che sta spingendo il settore a considerare l’evoluzione della crittografia e la protezione delle informazioni nel lungo periodo. La crittografia post-quantistica rientra così tra le aree di attenzione della cyber security europea.
Il confronto comprende inoltre la governance dell’AI e la gestione delle nuove dipendenze tecnologiche. L’obiettivo è affrontare una trasformazione nella quale innovazione, continuità operativa e controllo del rischio devono essere gestiti come componenti dello stesso modello di difesa.

