OpenAI svela chi sta utilizzando l’AI a lavoro e perché

Secondo il report “The State of Enterprise AI” di OpenAI, l’intelligenza artificiale sta attraversando una fase di trasformazione da tecnologia sperimentale a strumento integrato nei processi produttivi. Il documento, basato su dati provenienti da clienti enterprise di OpenAI e su un sondaggio condotto su 9.000 lavoratori di circa 100 aziende, mostra una crescita esponenziale nell’adozione e nell’efficacia delle soluzioni AI in ambito professionale.

Con l’AI si risparmiano fino a 10 ore di lavoro alla settimana

Negli ultimi dodici mesi, i messaggi settimanali inviati tramite ChatGPT Enterprise sono aumentati di otto volte, mentre l’uso di workflow strutturati, come progetti e Custom GPT, è cresciuto di 19 volte. Il passaggio da un utilizzo occasionale a una integrazione sistematica dell’AI è quindi già avvenuta. Inoltre, il consumo medio di token di ragionamento per l’organizzazione del lavoro è aumentato del 320%.

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Il 75% dei lavoratori intervistati dichiara che l’uso dell’AI ha migliorato la velocità o la qualità del proprio lavoro, con un risparmio medio di 40-60 minuti al giorno e oltre 10 ore settimanali per gli utenti più esperti. I benefici si estendono a tutti i reparti:

  • l’87% dei professionisti IT segnala una risoluzione più rapida dei problemi tecnici.
  • l’85% del marketing e del product management riferisce un’accelerazione nelle campagne e nello sviluppo di nuovi servizi.
  • il 73% degli ingegneri osserva tempi di consegna del codice più brevi.

Oltre a rendere i processi più efficienti, l’AI consente ai lavoratori di svolgere nuove attività: il 75% afferma di aver acquisito competenze o svolto compiti prima irrealizzabili.

I settori e i mercati più coinvolti

L’adozione è delle soluzioni di OpenAI come ChatGPT è particolarmente intensa nei settori tecnologico, sanitario e manifatturiero, mentre i mercati in maggiore espansione includono Australia, Brasile, Paesi Bassi e Francia, con crescite superiori al 140% anno su anno. Il Giappone risulta poi il principale utilizzatore di API OpenAI al di fuori degli Stati Uniti.

Il report sottolinea anche la differenza sempre maggiore tra le imprese “frontier“, che integrano l’AI in modo esteso, e quelle ancora in fase di sperimentazione. Le prime mostrano infatti volumi d’uso fino a sei volte superiori e ottengono risparmi di tempo proporzionali all’intensità di adozione.

Secondo OpenAI, le principali barriere all’ingresso non sono più legate alla tecnologia ma alla prontezza organizzativa e alla capacità di implementazione. Il report invita dirigenti e operatori a pianificare una strategia di adozione più strutturata per trasformare la semplice sperimentazione in un vantaggio competitivo che possa durare nel tempo.

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Claudio Garau
Claudio Garau
Web developer, programmatore, Database Administrator, Linux Admin, docente e copywriter specializzato in contenuti sulle tecnologie orientate a Web, mobile, Cybersecurity e Digital Marketing per sviluppatori, PA e imprese.

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