OpenAI raddoppia i limiti di ChatGPT Pro dopo le proteste

OpenAI ha raddoppiato i limiti di utilizzo di ChatGPT Pro il 2 novembre 2026, dopo le proteste degli abbonati per una precedente riduzione delle soglie senza diminuzione del prezzo. La modifica riguarda i piani Pro da 100, 200 e 500 dollari, oltre al piano Business Premium, e interessa in particolare ChatGPT Work e Codex.

L’annuncio è arrivato attraverso un messaggio pubblicato su X da Thibault Sottiaux, ingegnere e dirigente di prodotto di OpenAI. Secondo quanto comunicato, il nuovo limite è già operativo, anche se l’azienda non ha ancora indicato i valori numerici associati a ciascun abbonamento.

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OpenAI annulla i tagli e aumenta le soglie di ChatGPT Pro

La decisione iniziale aveva coinvolto soprattutto il piano ChatGPT Pro da 200 dollari al mese, considerato dagli utenti una delle offerte premium più costose disponibili per accedere agli strumenti di intelligenza artificiale di OpenAI. La prospettiva di ricevere meno utilizzo a parità di prezzo ha provocato una reazione negativa da parte degli abbonati.

Il nuovo intervento cambia nuovamente il quadro: i limiti vengono raddoppiati per tutti i piani ChatGPT Pro da 100, 200 e 500 dollari. L’incremento si applica anche al piano Business Premium, ampliando le soglie disponibili per gli utenti professionali e aziendali che utilizzano le funzioni più impegnative della piattaforma.

Sottiaux ha inoltre chiarito direttamente la situazione del piano Pro 200, al centro delle contestazioni. Come ha scritto il dirigente di OpenAI, “Abbiamo ascoltato i vostri feedback e non ridurremo i limiti di utilizzo per Pro 200, quindi il vostro utilizzo di Work e Codex rimarrà invariato.”

La dichiarazione esclude quindi una riduzione immediata per gli abbonati al piano da 200 dollari. Allo stesso tempo, OpenAI non ha diffuso una tabella con i nuovi quantitativi: non è dunque possibile stabilire, in termini assoluti, quante richieste, attività o operazioni aggiuntive siano ora disponibili per ogni livello di abbonamento.

ChatGPT Work e Codex consumano più risorse di una chat

La modifica interessa soprattutto ChatGPT Work e Codex, due strumenti che condividono i limiti di utilizzo associati alle sottoscrizioni indicate. La loro caratteristica principale è la capacità di svolgere attività articolate, non soltanto di produrre una risposta testuale a una domanda dell’utente.

ChatGPT Work è progettato per automatizzare compiti complessi con un certo livello di autonomia. L’utente può affidargli un obiettivo e lasciare che il sistema proceda attraverso più passaggi per portarlo a termine, invece di intervenire a ogni singola fase.

Codex, invece, è l’agente AI di OpenAI specializzato nella programmazione. Il suo impiego riguarda le attività legate al codice e allo sviluppo software, ambiti nei quali può essere chiamato a gestire operazioni più lunghe e strutturate rispetto a una normale conversazione con ChatGPT.

Entrambi rientrano nella categoria degli agenti di intelligenza artificiale. A differenza dei chatbot tradizionali, questi sistemi non si limitano a rispondere: possono interpretare un obiettivo, pianificare una sequenza di azioni e lavorare con una maggiore autonomia. Questa modalità di utilizzo richiede più risorse di calcolo e rende i limiti di consumo un elemento centrale dei piani a pagamento.

I nuovi limiti sono già attivi, ma mancano i numeri ufficiali

Secondo l’annuncio di Sottiaux, il raddoppio è entrato in vigore immediatamente. Gli abbonati dovrebbero quindi poter contare da subito su soglie più elevate per Work e Codex, senza dover attendere un aggiornamento separato dell’applicazione o una modifica manuale dell’account.

Resta però un’incognita sui dettagli operativi. OpenAI non ha specificato quali fossero i limiti precedenti e quali siano quelli attuali per i piani da 100, 200 e 500 dollari, né per Business Premium. Il raddoppio è stato comunicato come principio generale, ma senza un prospetto che permetta agli utenti di confrontare con precisione la disponibilità dei singoli strumenti.

Questa assenza di dati rende difficile valutare l’impatto concreto della decisione. Un utente che utilizza Codex per attività occasionali potrebbe avere esigenze molto diverse da chi impiega ChatGPT Work per automatizzare processi complessi e prolungati. In entrambi i casi, il consumo viene comunque collegato ai limiti previsti dal piano sottoscritto.

OpenAI mantiene separati i limiti dei dots

L’aggiornamento riguarda anche la gestione dei dots, gli agenti AI personali di OpenAI che operano in background sul dispositivo dell’utente. Sottiaux ha confermato che i dots continueranno ad avere limiti estesi, almeno per il momento, e che il loro utilizzo resterà separato dal conteggio principale delle altre funzioni.

Di conseguenza, le attività svolte dai dots non dovrebbero sottrarre capacità alle soglie condivise da ChatGPT Work e Codex. La separazione dei conteggi consente di utilizzare questi agenti personali senza incidere direttamente sul plafond associato agli altri strumenti del piano.

Il continuo aggiornamento delle soglie riflette la difficoltà di definire un modello stabile per i servizi di AI generativa. Le funzioni agentiche, come quelle offerte da OpenAI, Anthropic con Claude, Google con Gemini o altri strumenti come Perplexity, richiedono risorse diverse rispetto a una semplice interazione testuale. Anche per questo i limiti possono diventare oggetto di modifiche, soprattutto nei piani che includono funzioni avanzate e automazioni prolungate.

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Massimiliano Bossi
Massimiliano Bossi
Stregato dalla rete sin dai tempi delle BBS e dei modem a 2.400 baud, ho avuto la fortuna di poter trasformare la mia passione in un lavoro (nonostante una Laurea in Giurisprudenza). Adoro scrivere codice e mi occupo quotidianamente di comunicazione, design e nuovi media digitali. Orgogliosamente "nerd" sono il fondatore di MRW.it (per il quale ho scritto centinaia di articoli) e di una nota Web-Agency (dove seguo in prima persona progetti digitali per numerosi clienti sia in Italia che all'estero).

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