Google integrerà Guided Learning di Gemini nel motore di ricerca destinato agli account scolastici degli Stati Uniti, con un progetto pilota previsto entro la fine di novembre 2026. Dal 2027, per le scuole americane K-12, le funzioni di intelligenza artificiale saranno disattivate in partenza e spetterà agli amministratori decidere se abilitarle.
La scelta riguarda uno dei principali fronti della competizione tra le aziende dell’IA, quello dell’istruzione. Google, OpenAI con ChatGPT, Anthropic con Claude e gli altri protagonisti del settore puntano a entrare nelle abitudini digitali degli studenti, ma devono confrontarsi con il rischio che chatbot e strumenti generativi sostituiscano il lavoro necessario per imparare.
Gemini guiderà gli studenti invece di fornire subito la risposta
Guided Learning nasce per ridurre l’uso di Gemini come semplice scorciatoia nei compiti. La modalità non propone immediatamente una soluzione completa: accompagna lo studente attraverso spiegazioni, domande e passaggi progressivi, con l’obiettivo di favorire la comprensione dell’argomento o del problema.
Finora disponibile all’interno del chatbot Gemini, la funzione sarà integrata nel motore di ricerca Google per gli account degli studenti americani. L’azienda ha annunciato che il primo test coinvolgerà alcune scuole selezionate negli Stati Uniti, così da raccogliere i pareri degli insegnanti prima di un’eventuale estensione ad altri distretti scolastici.
Il progetto riflette una delle questioni più delicate nell’uso dell’intelligenza artificiale a scuola. Un sistema capace di scrivere temi, risolvere esercizi o sintetizzare materiali in pochi secondi può aiutare lo studente, ma può anche ridurre il tempo dedicato al ragionamento autonomo.
L’OCSE ha descritto questo rischio con l’espressione “pigrizia metacognitiva”: ottenere una risposta diventa più semplice, mentre si esercita meno il processo mentale che consente di arrivarci. La stessa preoccupazione interessa anche strumenti come ChatGPT, Claude o altri servizi basati su modelli GPT, soprattutto quando vengono usati per completare un compito senza una reale partecipazione dello studente.
Dal 2027 le scuole potranno disattivare l’intelligenza artificiale
Il cambiamento annunciato da Google riguarda il percorso scolastico K-12, la sigla che negli Stati Uniti comprende gli anni dal kindergarten fino al dodicesimo grado della high school, normalmente concluso tra i 17 e i 18 anni.
Per questi account, l’accesso a Gemini e ai servizi collegati non sarà più attivo automaticamente. Gli amministratori scolastici potranno scegliere se autorizzare l’uso degli strumenti IA in base alle regole dell’istituto, alle indicazioni degli insegnanti e alle esigenze degli studenti.
Google ha spiegato di voler lasciare alle scuole il controllo sulle modalità di impiego dell’IA nelle classi. Secondo l’azienda, gli amministratori devono avere a disposizione strumenti adeguati per gestire la tecnologia secondo l’approccio scelto dal singolo istituto.
“Crediamo che le scuole debbano avere il controllo sull’uso dell’intelligenza artificiale nelle proprie classi e che gli amministratori debbano disporre degli strumenti necessari per gestirne l’impiego secondo l’approccio scelto dall’istituto”, ha dichiarato Google.
La decisione arriva dopo il confronto con scuole, docenti, ricercatori e responsabili politici. L’azienda sostiene di voler progettare l’IA per l’apprendimento in modo responsabile, mantenendo al centro il processo educativo e non soltanto la rapidità con cui uno strumento produce un risultato.
Il precedente di Classroom alimenta le critiche a Google
La nuova impostazione è stata accolta da osservatori e media americani come una mossa controversa anche per il precedente legato a Google Classroom. La piattaforma viene utilizzata da scuole e insegnanti per assegnare compiti, distribuire materiali e organizzare le attività didattiche online.
In precedenza Google aveva attivato di default alcune funzionalità di IA all’interno di Classroom per le scuole K-12 che avevano già consentito agli studenti di accedere separatamente al chatbot Gemini. La scelta aveva suscitato critiche da parte di istituti e dirigenti scolastici, spingendo l’azienda a rivedere il proprio approccio.
Nel nuovo annuncio Google ha richiamato il confronto con il mondo della scuola, ma secondo le ricostruzioni riportate nella fonte non avrebbe evidenziato in modo esplicito che il cambio di strategia è arrivato anche dopo quelle contestazioni.
La questione non riguarda soltanto l’accesso a un chatbot. Quando un servizio di ricerca integra funzioni di IA generativa, il confine tra trovare informazioni, ricevere una spiegazione e delegare interamente il lavoro cognitivo diventa più sottile. Per questo la decisione di attivare o disattivare Gemini assume un peso diretto sull’organizzazione della didattica.
La competizione tra Google, OpenAI e Anthropic entra nelle classi
Le scuole rappresentano un ambiente strategico per le aziende che sviluppano sistemi di IA. È durante gli anni della formazione che bambini e adolescenti imparano a cercare informazioni, studiare e utilizzare gli strumenti digitali destinati ad accompagnarli anche nella vita adulta.
Google prova a differenziare Gemini puntando su un’interazione guidata, invece che sulla semplice consegna di una risposta. La stessa esigenza di controllo riguarda l’intero ecosistema dell’IA: ChatGPT di OpenAI, Claude di Anthropic, i modelli GPT e servizi di ricerca come Perplexity competono per conquistare utenti e casi d’uso, mentre le istituzioni scolastiche valutano rischi e benefici.
Il progetto pilota statunitense servirà a raccogliere i feedback degli insegnanti prima dell’estensione ad altri distretti. Dal 2027, l’abilitazione degli strumenti IA negli account scolastici K-12 non sarà quindi automatica, ma dipenderà dalla scelta dei singoli amministratori.

