Meta nega l’uso di contenuti per adulti nell’addestramento delle AI

Meta ha richiesto l’archiviazione della causa intentata da Strike 3 Holdings con l’accusa di aver scaricato e utilizzato film pornografici per addestrare i propri modelli di intelligenza artificiale. Secondo la societร  capitanata da Mark Zuckerberg tali accuse sarebbero infondate e basate solo su supposizioni.

Meta respinge le accuse di Strike 3

La controparte sosterebbe che Meta avrebbe impiegato una rete “nascosta” di circa 2.500 indirizzi IP per occultare il download di oltre 2.400 video di proprietร  di Strike 3. Questo con l’obiettivo di addestrare un (presunto) modello di AI destinato a generare contenuti video per adulti.

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Meta avrebbe perรฒ respinto ogni addebito affermando che non esiste alcuna prova che l’azienda abbia mai utilizzato materiale pornografico per scopi di training. I download rilevati sarebbero stati sporadici e per un uso personale da parte di individui che hanno avuto accesso alla rete aziendale tra il 2018 e il 2024. Un periodo precedente all’avvio dei progetti di ricerca sui modelli generativi multimediali.

L’obiettivo di Meta, oltre a quello di respingere richieste di risarcimento superiori ai 350 milioni di euro, รจ tutelare la propria reputazione nel campo dell’AI e ribadire che non vi รจ stato alcun addestramento basato su materiale pornografico.

Una rete troppo grande per individuare dei responsabili

Menlo Park avrebbe poi evidenziato come decine di migliaia di dipendenti, collaboratori esterni e visitatori abbiano accesso alla rete aziendale. Ciรฒ renderebbe molto difficile attribuire delle responsabilitร  dirette. Sarebbe quindi implausibile l’ipotesi di un uso coordinato di torrent per creare dataset destinati all’AI, soprattutto considerando che le policy della compagnia vietano la produzione o l’elaborazione di contenuti per adulti.

Il volume dei download sarebbe infine troppo ridotto per costituire una base dati utile a un sistema di addestramento AI. Esso richiederebbe infatti una quantitร  di dati immensamente superiore. Le (presunte) attivitร  di download non sarebbero quindi riconducibili a scopi aziendali e non vi sarebbero elementi che colleghino i contenuti a modelli sviluppati internamente.

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Claudio Garau
Claudio Garau
Web developer, programmatore, Database Administrator, Linux Admin, docente e copywriter specializzato in contenuti sulle tecnologie orientate a Web, mobile, Cybersecurity e Digital Marketing per sviluppatori, PA e imprese.

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