Le AI Overviews di Google riducono del 58% i clic sui siti web

Google ha lanciato la modalità AI Overviews come parte della sua strategia per l’integrazione di Gemini in tutti i servizi di ricerca. Secondo un recente studio di Ahrefs, però, questa innovazione sta generando un impatto devastante sul traffico dei siti web. Quando appare un risultato di AI Overview il tasso di clic sulla prima posizione organica scende dal 7,3% all’1,6%, con una riduzione del 58% dei clic verso le pagine originali.

I risultati, aggiornati allo scorso dicembre, confermano una tendenza già osservata ad aprile 2025. Allora la perdita si attestava al 34,5%. In meno di un anno, la visibilità organica dei siti internet si è ridotta di ulteriori 24 punti percentuali. L’AI Overview compare nel 91% delle ricerche in cui è attiva, relegando i contenuti organici ai margini e incentivando la cosiddetta zero-click search dove l’utente ottiene la risposta che desidera senza mai lasciare la pagina di Google.

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Per gli editori questa trasformazione ha data vita ad una crisi di visibilità difficilmente gestibile. La riduzione del traffico ha già portato alla chiusura di siti web storici e persino testate di rilievo, come il Daily Mail, hanno visto il proprio CTR crollare fino al 2,79% in presenza di AI Overviews. Google afferma che la nuova esperienza migliora la qualità delle ricerche e del traffico indirizzato alle fonti, ma i dati mostrano un quadro diverso. Le fonti citate nei risultati delle AI raramente superano l’1% di clic effettivi.

AI che citano altre AI

Gli utenti rischiano così di perdere l’accesso a una rete informativa diversificata. La progressiva scomparsa dei piccoli e medi editori riduce il pluralismo delle fonti, mentre l’aumento di contenuti generati automaticamente dalle AI (che oggi superano quelli scritti dagli esseri umani) porta a un’autocitazione algoritmica in cui le intelligenze artificiali finiscono per riassumere testi prodotti da altre AI.

Si è così venuto a creare un paradosso in cui Gemini dipende dai contenuti prodotti da umani che però contribuisce a rendere economicamente insostenibili. Se i publisher smettono di produrre informazioni originali, anche l’AI perde la materia prima su cui si basa. Il risultato è un web più povero, per tutti.

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Claudio Garau
Claudio Garau
Web developer, programmatore, Database Administrator, Linux Admin, docente e copywriter specializzato in contenuti sulle tecnologie orientate a Web, mobile, Cybersecurity e Digital Marketing per sviluppatori, PA e imprese.

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