Google utilizza le ricerche vocali e Lens per addestrare l’IA: come proteggere la tua privacy

Recentemente, Google ha annunciato che inizierà a raccogliere automaticamente i dati delle ricerche effettuate tramite Lens, registrazioni audio di Search Live e frasi pronunciate in Google Traduttore. Questa novità rientra sotto una nuova impostazione chiamata “Search Services History”, che si aggiunge alla già esistente opzione di “Attività web e app”.

Implicazioni della raccolta dati per l’intelligenza artificiale

Questi dati non sono destinati solo a migliorare l’esperienza utente, ma verranno utilizzati per sviluppare e affinare i modelli di intelligenza artificiale di Google. In particolare, l’azienda ha specificato che i dati raccolti serviranno per offrire pubblicità e suggerimenti personalizzati, ma solo se l’utente ha attivato l’opzione “Personalized Recommendations”. Ogni foto scattata con Lens e ogni comando vocale pronunciato in Google Traduttore verranno archiviati, contribuendo così all’addestramento dei sistemi di AI come ChatGPT di OpenAI, Claude di Anthropic e altri modelli emergenti come Gemini.

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Come disattivare la raccolta dati

Fortunatamente, gli utenti hanno la possibilità di disattivare questa raccolta dati. Nelle impostazioni dell’account Google, sarà possibile trovare la voce “Search Services History” per disattivare la funzione. Gli utenti che avevano già bloccato la raccolta dati tramite l’opzione “Attività web e app” troveranno questa nuova impostazione già disattivata automaticamente. È importante notare che, oltre a questa impostazione principale, esiste anche la possibilità di disattivare singolarmente l’opzione “Save Media” per evitare che immagini e audio vengano salvati.

Una questione di privacy

La decisione di Google di separare i controlli di privacy in due impostazioni distinte potrebbe avere implicazioni significative per gli utenti. Infatti, molti potrebbero non rendersi conto che è necessario controllare due set di opzioni per garantire la protezione dei propri dati. Questa strategia potrebbe portare a un aumento della raccolta di dati, poiché gli utenti potrebbero sentirsi già protetti senza sapere che devono compiere ulteriori passi per mantenere la privacy.

Il contesto dell’intelligenza artificiale

La crescente integrazione dell’intelligenza artificiale nelle applicazioni quotidiane solleva interrogativi su come i dati degli utenti vengano utilizzati e protetti. Con aziende come Google, OpenAI e Anthropic che sviluppano modelli sempre più complessi, la gestione dei dati diventa cruciale. L’uso dei dati per il training di sistemi come ChatGPT o Claude richiede una riflessione approfondita su come bilanciare innovazione e privacy.

In un panorama dove l’AI gioca un ruolo sempre più centrale, gli utenti devono essere consapevoli delle impostazioni di privacy e delle scelte che compiono. Le implicazioni di una raccolta dati non regolamentata possono andare ben oltre la semplice pubblicità personalizzata, influenzando anche la sicurezza e la riservatezza delle informazioni personali.

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Massimiliano Bossi
Massimiliano Bossi
Stregato dalla rete sin dai tempi delle BBS e dei modem a 2.400 baud, ho avuto la fortuna di poter trasformare la mia passione in un lavoro (nonostante una Laurea in Giurisprudenza). Adoro scrivere codice e mi occupo quotidianamente di comunicazione, design e nuovi media digitali. Orgogliosamente "nerd" sono il fondatore di MRW.it (per il quale ho scritto centinaia di articoli) e di una nota Web-Agency (dove seguo in prima persona progetti digitali per numerosi clienti sia in Italia che all'estero).

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