Google investe sui pagamenti in mobilità

Durante un intervento tenutosi nel corso del World Mobile Congress 2015 di Barcellona i portavoce di Mountain View hanno voluto spiegare le loro intenzioni riguardo alle piattaforme per i pagamenti tramite dispositivi mobili, settore nel quale Big G dovrà obbligatoriamente investire per rimanere al passo con la Mela Morsicata e il suo Apple Pay.

Per far questo l’azienda statunitense potrebbe presto decidere di pensionare il progetto denominato Google Wallet, concepito a suo tempo per competere con le analoghe soluzioni messe a disposizione da PayPal, e sostituirlo con una nuova tecnologia che dovrebbe prendere (non a caso) il nome di Android Pay.

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Anche quest’ultimo, come la piattaforma già proposta dalla Casa di Cupertino tramite il sistema operativo mobile iOS, dovrebbe basare il suo funzionamento sul protocollo NFC (Near Field Communicator) per le comunicazioni a cortissimo raggio; innovare è una necessità, ma reinventare la ruota sarebbe inutile.

Dal punto di vista tecnico però, Android Pay non dovrebbe presentarsi come una soluzione completa, ma come una sorta di infrastruttura attorno alla quale gli sviluppatori di terze parti avranno la possibilità di realizzare le proprie Apps; da questo punto di vista Google potrebbe limitarsi a distribuire delle API (Application Programming Interface).

Al di là dei propositi espressi da Larry Page e soci (e nel caso specifico dal dirigente Sundar Pichai) il comparto delle transazioni monetarie in mobilità starebbe attirando un volume di investimenti sempre maggiore; a confermarlo vi sarebbe il recente acquisto di Paydiant, società specializzata nel settore, da parte di Paypal.

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Claudio Garau
Claudio Garau
Web developer, programmatore, Database Administrator, Linux Admin, docente e copywriter specializzato in contenuti sulle tecnologie orientate a Web, mobile, Cybersecurity e Digital Marketing per sviluppatori, PA e imprese.

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