Google: attenti ai siti-zombie

Secondo una recente ricerca svolta da Google, circa un sito su mille sarebbe portatore di qualche infezione, mentre 1,3 ricerche sul Web porterebbero a cliccare su un link potenzialmente veicolo di malware.

La ricerca mostra delle novità rispetto agli anni passati in cui erano in particolare i messaggi di posta elettronica a veicolare le infezioni, oggi i siti Internet rappresentano un sistema ancora più avanzato per diffondere contagi ed exploit.

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L’Italia non è tra i Paesi in cui vengono prodotti più "siti-zombie", il podio è occupato invece dalla Cina (1° posto con il 67%), dagli Stati Uniti (con il 15%) e dalla Russia (4%).

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Claudio Garau
Claudio Garau
Web developer, programmatore, Database Administrator, Linux Admin, docente e copywriter specializzato in contenuti sulle tecnologie orientate a Web, mobile, Cybersecurity e Digital Marketing per sviluppatori, PA e imprese.

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