Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato il 5 ottobre 2026 la Super Intelligence Force, una task force incaricata di coordinare l’approccio del governo federale all’intelligenza artificiale. La squadra avrà 120 giorni per analizzare rischi e opportunità dell’AI e proporre un piano che protegga gli interessi degli americani, con l’obiettivo dichiarato di mantenere gli Stati Uniti al vertice della competizione globale.
La nuova struttura nasce in un momento di forte accelerazione per il settore. I sistemi di intelligenza artificiale sviluppati da aziende come OpenAI, Anthropic e Google, con ChatGPT, Claude e Gemini, stanno ampliando il confronto industriale e geopolitico. Nel lessico scelto dall’amministrazione Trump, tuttavia, il riferimento non è più soltanto all’AI: il termine da utilizzare è “super intelligence”.
Jay Clayton guiderà la task force di Trump
A dirigere la Super Intelligence Force sarà Jay Clayton, direttore dell’intelligence nazionale, che assumerà di fatto il ruolo di principale coordinatore dell’AI per l’amministrazione. Al suo fianco sono stati indicati quattro vice, provenienti da istituzioni e apparati diversi del governo statunitense.
Nel gruppo figurano Andrew Ferguson, presidente della Federal Trade Commission, Emil Michael, sottosegretario alla Guerra per la ricerca e l’ingegneria, e Scott Kupor, direttore dell’Office of Personnel Management. La composizione della squadra segnala la volontà di affrontare la questione da più prospettive: sicurezza nazionale, concorrenza, ricerca tecnologica e gestione delle risorse pubbliche.
Secondo quanto riferito dal Wall Street Journal, la task force dovrà coordinare gli sforzi federali per consentire agli Stati Uniti di restare leader nel campo della super intelligenza. L’impostazione attribuisce quindi all’AI un ruolo strategico paragonabile a quello delle grandi trasformazioni industriali e digitali.
Un rapporto entro 120 giorni su rischi e opportunità
Il mandato della Super Intelligence Force prevede la consegna di un rapporto entro quattro mesi, ovvero 120 giorni. Il documento dovrà mettere a fuoco le minacce dell’intelligenza artificiale per la società e, allo stesso tempo, indicare come sfruttare il potenziale economico, scientifico e tecnologico dei nuovi sistemi.
Clayton ha già espresso una posizione fortemente orientata alla competizione internazionale. Secondo il direttore dell’intelligence nazionale, gli Stati Uniti non dovrebbero rallentare mentre la Cina avanza nello sviluppo dell’AI. In questa prospettiva, uno dei rischi principali coincide con la possibilità di perdere la leadership tecnologica globale.
“Molti dicono” che la super intelligenza sia più grande della Rivoluzione industriale e di Internet messe insieme, ha dichiarato Trump.
La formula è stata utilizzata dal presidente per descrivere la portata storica attribuita alla tecnologia. Il compito assegnato alla nuova task force sarà quindi valutare non soltanto i rischi immediati, ma anche le conseguenze di lungo periodo della competizione tra Stati Uniti e Cina nel settore dell’AI.
La linea politica: sicurezza senza eccesso di regole
Il documento costitutivo della squadra prevede l’elaborazione di piani per rispondere alle minacce dell’AI, ma contiene anche un’indicazione politica precisa: evitare un eccesso di regolamentazione. Per l’amministrazione Trump, norme troppo rigide potrebbero rallentare l’innovazione, ridurre la concorrenza e indebolire la posizione americana rispetto agli altri Paesi.
Il tema del rapporto tra sicurezza e libertà d’impresa riguarda l’intero ecosistema dell’intelligenza artificiale, dalle grandi piattaforme come ChatGPT e Gemini ai modelli di Anthropic e alle iniziative emergenti nel comparto. Anche strumenti e progetti più recenti, tra cui Perplexity e OpenClaw, si inseriscono in un mercato nel quale la velocità di sviluppo rappresenta un fattore decisivo.
La nascita della task force arriva dopo una serie di dichiarazioni dello stesso Trump sugli allarmi legati ai possibili pericoli dell’AI. A settembre il presidente aveva definito queste preoccupazioni una bufala orchestrata dai “Radical Left Dumocrats”, mantenendo nel post anche l’errore di battitura originale. In quella fase aveva inoltre annunciato una nuova AI Force e la nomina di un AI Czar, sostenendo che per il ruolo sarebbero state necessarie persone con un alto Q.I.
Dall’AI alla “super intelligence” nel lessico della Casa Bianca
Successivamente un ordine esecutivo ha stabilito il nuovo riferimento alla “super intelligence” al posto della più generica AI. I dirigenti del settore hanno adottato rapidamente questa terminologia, anche se la definizione resta soprattutto una scelta politica e comunicativa dell’amministrazione.
Nella stessa settimana, alcuni esponenti dell’industria tecnologica si sono recati alla Casa Bianca per sottoscrivere un impegno sulla sicurezza dell’intelligenza artificiale. L’accordo non è vincolante: non prevede obblighi operativi né sanzioni in caso di mancato rispetto. Si tratta quindi di una dichiarazione d’intenti, priva di un apparato coercitivo.
Il rapporto atteso entro 120 giorni dovrà chiarire come il governo federale intenda affrontare le minacce associate all’AI senza introdurre vincoli che, secondo la linea sostenuta da Trump e Clayton, potrebbero compromettere innovazione e concorrenza.

