Troppa tecnologia fa sentire incompetenti

Secondo Ross Cunnington, neuroscienziato in forza all’Università del Queensland (Australia), avrebbe recentemente esposto una sua particolare teoria riguardante il rapporto tra utilizzatori e disponibilità di diverse soluzioni tecnologiche da impiegare nel corso della propria vita quotidiana.

A suo parere, la "necessità" di dover gestire dati tramite computer, smartphone e tablet, porterebbe molto spesso gli utenti a ritenersi incompetenti; la causa andrebbe ricercata nel numero eccessivo di stimoli inviati al cervello umano che influirebbero addirittura sul corretto utilizzo degli arti superiori.

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Tecnicamente il problema risiederebbe in una meccanica denominata ciclo di anticipazione, il cervello invierebbe gli impulsi in modo troppo veloce per poter essere interpretati correttamente; la mancata coordinazione derivante da questo fenomeno porterebbe a generare frustrazione.

Il passaggio da un dispositivo all’altro, e quindi a diverse modalità di gestione degli stessi, sarebbe quindi alla base di movimenti innaturali dovuti a malfunzionamenti nella trasmissione di informazioni all’interno del circuito occhio-mano; i conseguenti errori d’utilizzo sarebbero alla base del senso di incompetenza.

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Claudio Garau
Claudio Garau
Web developer, programmatore, Database Administrator, Linux Admin, docente e copywriter specializzato in contenuti sulle tecnologie orientate a Web, mobile, Cybersecurity e Digital Marketing per sviluppatori, PA e imprese.

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