L’aumento delle truffe su Telegram: un fenomeno allarmante

Nel 2025, la sicurezza online è diventata una preoccupazione crescente, con un aumento esponenziale delle truffe sulle piattaforme di messaggistica come Telegram. Secondo il Consumer Security and Financial Crime Report di Revolut, le frodi legate a questa piattaforma di messaggistica hanno visto un incremento del 233% rispetto all’anno precedente. Questo fenomeno invita a riflettere sull’importanza di una maggiore regolamentazione e controllo sui social network.

Telegram: un terreno fertile per le frodi

La combinazione di crittografia e anonimato rende Telegram un territorio particolarmente attraente per i truffatori. Nel 2025, il 58% delle frodi sul lavoro segnalate a Revolut proviene da questa app, evidenziando come i criminali digitali stiano sfruttando il suo ambiente chiuso per perpetrare schemi complessi. In Italia, il dato è ancora più preoccupante, con il 34% delle truffe digitale segnalate che ha origine proprio su Telegram.

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Le piattaforme di Meta e TikTok: la concorrenza nel panorama delle frodi

Nonostante l’ascesa di Telegram, le piattaforme di Meta, che includono Facebook e Instagram, continuano a rappresentare la principale fonte di truffe. Nel 2025, queste piattaforme hanno generato il 44% di tutte le segnalazioni di frodi a livello globale. Tuttavia, TikTok sta emergendo come un nuovo attore nel panorama delle frodi, con un aumento di sei volte rispetto all’anno precedente. Questo trend indica un crescente interesse dei criminali per il social video e per le sue dinamiche coinvolgenti.

Tipologie di frodi: acquisti e opportunità lavorative

Le truffe sugli acquisti continuano a essere la categoria più diffusa, rappresentando il 57% di tutte le frodi segnalate. Tuttavia, è la crescita delle truffe legate al lavoro a destare maggiore preoccupazione, con un incremento di circa tre volte rispetto all’anno precedente. Queste frodi, che rappresentano il 22% delle segnalazioni nel 2025, sfruttano l’appeal delle opportunità occupazionali per ingannare le vittime.

Il business degli annunci fraudolenti sui social media

I dati di Juniper Research indicano che nel 2025 le piattaforme di social media hanno incassato circa 4,4 miliardi di euro in Europa da pubblicità collegate a contenuti fraudolenti. Questo business fiorente dimostra come le piattaforme social, pur essendo strumenti di connessione e comunicazione, possano anche diventare veicoli per attività illecite. È essenziale che gli utenti siano consapevoli di questi rischi e adottino misure di protezione adeguate.

Il panorama delle frodi online sta evolvendo rapidamente, con Telegram che sta guadagnando terreno come piattaforma privilegiata dai truffatori. Mentre le piattaforme di Meta e TikTok continuano a essere punti focali per le frodi, la necessità di una sorveglianza più attenta e di regolamenti più severi sui social network è diventata sempre più evidente. Gli utenti devono rimanere vigili e informati per proteggere le proprie informazioni personali e finanziarie in un ambiente digitale sempre più complesso.

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Massimiliano Bossi
Massimiliano Bossi
Stregato dalla rete sin dai tempi delle BBS e dei modem a 2.400 baud, ho avuto la fortuna di poter trasformare la mia passione in un lavoro (nonostante una Laurea in Giurisprudenza). Adoro scrivere codice e mi occupo quotidianamente di comunicazione, design e nuovi media digitali. Orgogliosamente "nerd" sono il fondatore di MRW.it (per il quale ho scritto centinaia di articoli) e di una nota Web-Agency (dove seguo in prima persona progetti digitali per numerosi clienti sia in Italia che all'estero).

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