Instagram avvisa i genitori se i figli fanno ricerche su suicidio e autolesionismo

Instagram ha recentemente implementato una nuova funzionalità che avvisa i genitori nel caso in cui i loro figli adolescenti effettuino ricerche ripetute su termini legati al suicidio e all’autolesionismo. Questa iniziativa, avviata negli Stati Uniti, Regno Unito, Australia e Canada, si estenderà presto ad altri paesi, inclusa l’Italia, e rappresenta un passo significativo nella protezione dei minori sui social network.

Un cambio di rotta nella gestione dei social media

Negli ultimi anni, il dibattito sulla sicurezza dei minori sui social media ha guadagnato sempre più attenzione. Diversi paesi stanno considerando l’adozione di leggi che limitano l’accesso ai social network per i ragazzi, come dimostra il recente divieto attuato in Australia per gli utenti sotto i 16 anni e la proposta di legge in Francia che mira a vietare l’accesso ai social ai minori di 15 anni.

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Franz Russo, esperto di comunicazione digitale, ha sottolineato come la funzione di avviso di Instagram rappresenti un cambiamento importante rispetto all’approccio tradizionale delle piattaforme social. “Fino ad oggi, le piattaforme come TikTok e YouTube si sono limitate a bloccare ricerche dirette di termini sensibili ma non hanno coinvolto attivamente i genitori”, ha spiegato Russo.

Come funziona la nuova funzionalità di Instagram

La nuova funzionalità invierà avvisi ai genitori tramite e-mail, SMS o WhatsApp, a seconda delle informazioni di contatto disponibili, oltre a fornire notifiche all’interno dell’app. Quando i genitori ricevono un avviso, possono accedere a una sezione dedicata che offre indicazioni su come affrontare il tema con i propri figli, arricchita da linee guida fornite da esperti del settore. Questo approccio mira a creare un dialogo costruttivo tra genitori e figli, senza risultare invasivo.

È importante notare che gli avvisi di Instagram vengono inviati solo dopo che un adolescente ha effettuato ricerche ripetute, suggerendo un tentativo di bilanciare la necessità di protezione con il rispetto per l’autonomia dell’adolescente. Non si tratta di una sorveglianza invasiva, ma piuttosto di un modo per intercettare segnali di disagio in modo tempestivo.

L’intelligenza artificiale e la sicurezza dei giovani

Un ulteriore aspetto interessante è l’integrazione dell’intelligenza artificiale nel sistema di avvisi. Meta, la società madre di Instagram, sta sviluppando notifiche simili anche per le conversazioni che i giovani intrattengono con il chatbot Meta AI. Questo è particolarmente rilevante, considerando che sempre più adolescenti si rivolgono a chatbot per cercare risposte o per sfogare problemi che non riescono a condividere con gli adulti.

Russo ha evidenziato che la decisione di estendere la funzionalità di avviso alle interazioni con i chatbot è un passo logico. “Considerando il crescente numero di adolescenti che utilizzano questi strumenti, è fondamentale che i genitori siano informati su eventuali segnali di disagio”, ha affermato.

Le sfide dei social network nella protezione dei minori

Nonostante i progressi, la questione della protezione dei minori sui social media rimane complessa. Le piattaforme devono affrontare diverse sfide, tra cui la gestione dell’uso eccessivo e delle problematiche legate alla dipendenza dai social. Negli Stati Uniti, sono state avviate azioni legali contro i colossi del settore per l’accusa di non fornire misure adeguate di protezione per i giovani utenti.

Le iniziative come quella di Instagram rappresentano un passo in avanti, ma la responsabilità rimane anche nelle mani dei genitori, che devono essere consapevoli dell’importanza di monitorare l’attività online dei propri figli e di instaurare un dialogo aperto su questi temi delicati.

Con l’evoluzione continua dei social media e delle tecnologie, è essenziale che le piattaforme trovino modi innovativi per garantire la sicurezza dei minori, senza compromettere la loro libertà di espressione. La nuova funzione di Instagram può essere vista come un modello da seguire per altri social network, come Facebook, TikTok e Twitter, nell’impegno a creare un ambiente online più sicuro per le generazioni future.

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Massimiliano Bossi
Massimiliano Bossi
Stregato dalla rete sin dai tempi delle BBS e dei modem a 2.400 baud, ho avuto la fortuna di poter trasformare la mia passione in un lavoro (nonostante una Laurea in Giurisprudenza). Adoro scrivere codice e mi occupo quotidianamente di comunicazione, design e nuovi media digitali. Orgogliosamente "nerd" sono il fondatore di MRW.it (per il quale ho scritto centinaia di articoli) e di una nota Web-Agency (dove seguo in prima persona progetti digitali per numerosi clienti sia in Italia che all'estero).

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