La società italiana di cybersecurity Exein ha chiuso il 15 settembre 2026 un round da 270 milioni di dollari, raggiungendo una valutazione di 1,7 miliardi e diventando un nuovo unicorno tecnologico. Fondata a Roma da Gianni Cuozzo, l’azienda sviluppa tecnologie per proteggere dispositivi, macchine e sistemi connessi dagli attacchi informatici.
Il risultato segna una delle più rapide rivalutazioni nel panorama tech italiano: in due anni Exein è passata da 55 milioni a 1,7 miliardi di dollari. Nel primo semestre del 2026 il fatturato ha quasi raddoppiato quello registrato nell’intero 2025, mentre l’obiettivo per la fine dell’anno è quadruplicare i ricavi rispetto all’esercizio precedente.
Un round internazionale guidato da Headline
Il finanziamento è stato guidato dal fondo statunitense Headline e ha coinvolto investitori finanziari e istituzionali di primo piano. Tra i nuovi partecipanti figurano Sofina, Goldman Sachs, la Banca europea per gli investimenti attraverso la ETCI, European Tech Champions Initiative, KfW Capital e T.Capital, il braccio di venture capital di Deutsche Telekom.
Hanno inoltre confermato il proprio sostegno gli investitori già presenti nel capitale di Exein: Balderton, HV, Intrepid Growth Partners, 33N, Lakestar, Supernova Invest, Blue Cloud Ventures e Geodesic Capital. Secondo quanto comunicato, il round è stato sottoscritto ampiamente oltre l’obiettivo iniziale.
All’operazione si aggiunge l’estensione di una linea di credito revolving guidata da J.P. Morgan, con l’ingresso di KfW come ulteriore istituto finanziatore. La raccolta fornisce a Exein risorse per sostenere lo sviluppo tecnologico e accelerare l’espansione sui mercati internazionali.
“L’IA sta uscendo dal cloud per entrare nel mondo fisico. Ed è proprio questa la transizione per cui Exein è nata”.
Con queste parole, il fondatore e amministratore delegato Gianni Cuozzo ha descritto la direttrice strategica dell’azienda. La società concentra infatti la propria attività sulla sicurezza di sistemi embedded e dispositivi nei quali l’intelligenza artificiale non si limita a elaborare dati online, ma prende decisioni e agisce nell’ambiente fisico.
La cybersecurity entra nell’era della Physical AI
Robot, droni, veicoli autonomi e sistemi industriali connessi ampliano il perimetro che aziende e infrastrutture devono proteggere. Un attacco contro queste tecnologie non riguarda soltanto dati o server: può compromettere processi produttivi, infrastrutture critiche e sistemi destinati alla sicurezza pubblica.
Exein rileva attualmente circa 5.000 nuovi attacchi non ripetitivi ogni settimana, un volume cinque volte superiore rispetto a un anno fa. La crescita riflette una minaccia sempre più automatizzata, nella quale hacker e gruppi criminali possono sfruttare strumenti capaci di individuare e colpire vulnerabilità con tempi ridotti.
Il rischio comprende differenti categorie di minacce, dal malware tradizionale ai ransomware e ai virus progettati per compromettere dispositivi o interrompere attività operative. In questo scenario, la protezione non può dipendere soltanto da interventi manuali o da aggiornamenti successivi all’attacco.
“I modelli più avanzati stanno riducendo drasticamente i tempi per correggere le vulnerabilità,” ha dichiarato Gianni Cuozzo, Founder & CEO di Exein. “Gli attacchi sono ormai automatizzati e istantanei, e la difesa deve tenere lo stesso passo.”
Photon e il foundation model per i dispositivi connessi
La strategia tecnologica di Exein si basa sul controllo delle minacce direttamente all’interno dei dispositivi. L’azienda ha già lanciato Photon, una tecnologia in grado di bloccare gli attacchi malevoli a livello kernel, prima che possano provocare danni al sistema.
Il livello kernel è particolarmente rilevante perché rappresenta il nucleo del sistema operativo, con accesso alle funzioni fondamentali del dispositivo. Intervenire in questa fase consente di contrastare il comportamento malevolo prima che il malware possa propagarsi o alterare componenti critici.
Exein sta inoltre sviluppando un foundation model proprietario addestrato sulla telemetria raccolta da oltre 2 miliardi di dispositivi. L’obiettivo è creare agenti di sicurezza autonomi, capaci di rilevare e neutralizzare le minacce alla stessa velocità delle macchine, riducendo la necessità di un intervento umano.
Il lancio della nuova architettura è previsto entro la fine del 2026. I primi foundation model dovrebbero arrivare nel primo trimestre del 2027, secondo il calendario indicato dall’azienda.
Per Clarey Zhu, Partner di Headline, la diffusione dell’intelligenza artificiale nei sistemi fisici renderà la protezione di questi ambienti una priorità globale:
“Con l’ingresso dell’IA in robot, veicoli e infrastrutture critiche, la sicurezza del mondo fisico diventerà una delle sfide di cybersecurity che definiranno il prossimo decennio”.
Exein punta su Stati Uniti e crescita globale
Una parte dei nuovi capitali sarà destinata all’espansione internazionale. Negli Stati Uniti Exein intende aumentare la propria presenza su più fronti, dal personale ai clienti fino alle partnership commerciali, con l’apertura di un nuovo ufficio nella Bay Area di San Francisco.
Il piano di crescita si fonda anche sulla specializzazione nei sistemi embedded e sull’enorme patrimonio di dati generato dai dispositivi monitorati. “La profonda competenza nei sistemi embedded e il patrimonio unico di dati generati dalle macchine conferiscono un vantaggio importante nella crescita su scala globale, un vantaggio che nasce dal team”, ha affermato Clarey Zhu.

