DuckDuckGo ha introdotto il 9 ottobre 2026 i link privati per condividere le conversazioni di Duck.ai, il servizio di intelligenza artificiale dell’azienda. La funzione consente di inviare un’intera chat o una singola risposta, mantenendo la crittografia sul dispositivo e impostando una scadenza automatica per l’accesso.
Il destinatario può aprire il collegamento senza creare un account, leggere il contenuto, proseguire la conversazione oppure salvarla. Le domande aggiunte dopo la condivisione restano però private per entrambe le parti. La funzione riguarda anche le immagini generate dall’AI, mentre i file caricati nella chat non vengono inclusi nel link.
Come funzionano i link condivisi di Duck.ai
La condivisione parte dall’elenco delle conversazioni, disponibile nel pannello laterale sinistro dell’interfaccia di Duck.ai. L’utente può scegliere se rendere accessibile l’intero scambio oppure soltanto una risposta specifica prodotta dal sistema di intelligenza artificiale.
Chi riceve il collegamento non deve effettuare l’accesso a Duck.ai. Dopo l’apertura può consultare il contenuto della chat e continuare l’interazione. La prosecuzione della conversazione non modifica la versione originale condivisa: le nuove domande e le relative risposte rimangono separate e non diventano visibili al creatore del link.
La condivisione comprende le immagini generate dall’AI all’interno dello scambio. Restano invece escluse le informazioni contenute nei file inviati alla conversazione. Questa distinzione limita il materiale trasferito attraverso il collegamento e separa i contenuti generati dalla chat dagli allegati caricati dall’utente.
La chiave privata resta nel link
DuckDuckGo esegue la crittografia direttamente sul dispositivo prima di inviare la conversazione ai propri server. Il link creato per la condivisione contiene due componenti: un identificativo della chat e la chiave necessaria per decifrarla.
L’identificativo indica ai server quale conversazione crittografata devono restituire. La chiave si trova invece nella parte dell’indirizzo successiva al simbolo #, noto come frammento URL. I browser, in condizioni normali, non trasmettono questa sezione ai server, compresi quelli di DuckDuckGo.
Il modello può essere paragonato a una scatola chiusa: il server conserva il contenuto crittografato, mentre la chiave viene consegnata tramite il link al destinatario. DuckDuckGo afferma di aver verificato che la chiave non compaia nella propria telemetria, nei rapporti di errore o nei registri dei server.
La scelta affronta uno dei principali problemi legati alla condivisione delle chat con i servizi di AI generativa. Un collegamento può infatti rendere accessibile una conversazione senza trasferire al gestore del servizio la chiave necessaria per leggerne il contenuto.
Scadenza automatica e protezione dai motori di ricerca
Ogni link di Duck.ai ha una durata predefinita di 48 ore. L’utente può modificarla e scegliere una validità di uno, due, sette o trenta giorni, oppure cancellare il collegamento prima della scadenza.
La gestione dei link avviene nelle impostazioni del servizio, alla voce Shared Chats. Qui sono disponibili l’elenco delle condivisioni e le relative date di scadenza. Anche il Fire Button, la funzione che elimina l’intera cronologia di Duck.ai, cancella i link associati alle conversazioni.
Quando il collegamento scade, la chat viene rimossa dai server. La scadenza non può però eliminare eventuali copie già conservate dal destinatario. Chi apre una conversazione può salvarne il contenuto o inoltrarlo ad altre persone, indipendentemente dalla durata impostata dal mittente.
DuckDuckGo consiglia quindi di condividere gli indirizzi esclusivamente con i destinatari interessati e di scegliere una validità breve quando la conversazione contiene informazioni sensibili. Gli URL generati sono lunghi e casuali, una caratteristica che li rende difficili da indovinare, ma non impedisce a chi possiede il link di accedere alla chat.
Il caso delle chat Claude e ChatGPT indicizzate
La progettazione della funzione tiene conto di alcuni episodi che hanno coinvolto altri servizi di AI, tra cui Claude di Anthropic e ChatGPT di OpenAI. A luglio, centinaia di conversazioni condivise tramite Claude erano comparse nei risultati di Google a causa dell’assenza di un tag destinato a impedire l’indicizzazione.
DuckDuckGo dichiara di aver analizzato quei casi e situazioni analoghe relative a ChatGPT. Le pagine utilizzate per condividere le chat di Duck.ai chiedono quindi ai motori di ricerca di non indicizzarle, sia attraverso il codice della pagina sia tramite la risposta inviata dal server.
Il servizio non offre un’opzione per trasformare una conversazione in una pagina pubblica. Le chat condivise restano accessibili soltanto attraverso il collegamento generato, senza una directory consultabile o una modalità pubblica paragonabile alla condivisione di contenuti sul web.
La funzione si inserisce nel confronto sulla privacy tra i principali assistenti generativi, da ChatGPT a Claude, Gemini e Perplexity. In questo contesto, Duck.ai punta su un meccanismo nel quale la chiave di decifratura viene mantenuta separata dai dati conservati sui server e i collegamenti vengono eliminati automaticamente dopo un periodo definito.

