L’aumento dei prezzi della memoria RAM sta mettendo sotto pressione l’intero settore dei personal computer con un effetto collaterale per molti versi inaspettato: il rallentamento del marketing aggressivo legato agli “AI PC”. Stando ai dati di Omdia e IDC, la domanda dei data center e l’intelligenza artificiale hanno causato una scarsità di chip di memoria e di flash storage facendo lievitare i costi dal 40% al 70% nel 2025.
L’interesse per l’AI locale è in declino
Per contenere le perdite i produttori di PC stanno aumentando i prezzi del 15-20% e riducendo la quantità di memoria installata nei modelli di fascia media e bassa. Questa strategia, chiamata “lean configuration“, punta a preservare le scorte di RAM e i margini di profitto ma comporta un calo d’interesse verso gli “AI PC” che, per sfruttare appieno le capacità di elaborazione locale, richiedono almeno 16 GB di RAM.
Secondo IDC l’attenzione per l’AI locale sui PC è già in diminuzione e molti utenti preferiscono soluzioni cloud-based. La distinzione tra AI eseguita in locale e AI ospitata su server remoti sta diventando sempre meno rilevante per i consumatori e per le aziende. Ciò riduce l’urgenza di acquistare nuovo hardware.
La crisi della RAM potrebbe avere quindi un effetto positivo nel ridimensionare il clamore mediatico sugli AI PC e spingere i produttori a concentrarsi su vantaggi come autonomia, qualità costruttiva e prestazioni. Basterebbe citare il caso Dell che, dopo aver dismesso la linea XPS per riposizionarsi sul mercato AI, l’ha rilanciata nel 2026 con un focus su design e durata della batteria. Basta quindi con la retorica “AI first”.
Prezzi stabili solo nel 2027
Con la stabilizzazione dei prezzi della memoria (prevista solo per il 2027) è probabile che il settore PC cominci a evitare le promesse legate all’intelligenza artificiale puntando invece su delle innovazioni più tangibili per gli utenti finali.
Anche Microsoft sembrerebbe voler riconsiderare le proprie priorità. Satya Nadella avrebbe espresso infatti insoddisfazione per la versione consumer di Copilot giudicandola “non abbastanza intelligente” e poco integrata con Outlook.

