Dopo una forte reazione negativa da parte della community, Adobe ha deciso di annullare la chiusura di Adobe Animate e di collocare l’applicazione in maintenance mode. La scelta arriva a pochi giorni dall’annuncio che prevedeva la dismissione definitiva del software di animazione 2D a partire dal 1° marzo 2026. Una decisione che aveva scatenato critiche e proteste sui social.
Cosa significa “maintenance mode”
In un nuovo comunicato ufficiale, Adobe ha chiarito che Animate non verrà rimosso né reso inaccessibile, continuerà invece a essere disponibile sia per gli attuali utenti che per i nuovi clienti. L’azienda ha inoltre precisato che non esiste più alcuna data di fine disponibilità. Di fatto, viene cancellata anche la roadmap di chiusura comunicata in precedenza.
Il passaggio in maintenance mode implica che Adobe continuerà a fornire aggiornamenti di sicurezza e correzioni di bug ma non verranno introdotte nuove funzionalità. La policy si applica a tutte le categorie di clienti: utenti standard, piccole imprese ed enterprise. L’obiettivo è quello di garantire continuità a chi utilizza Animate in contesti professionali e di evitare interruzioni improvvise nei flussi di lavoro in essere.
Solo pochi giorni prima Adobe aveva giustificato la chiusura sostenendo che Animate avesse completato il suo ciclo di vita in un contesto sempre più orientato verso soluzioni basate sulla AI.
Le reazioni degli utenti
L’annuncio iniziale aveva generato reazioni negative. Con molti utenti che sottolineavano l’assenza di alternative in grado di replicare le funzionalità offerte da Animate. Alcuni avevano persino chiesto ad Adobe di rendere il software open source invece di abbandonarlo. Animate resta infatti centrale per numerosi studi di animazione, creator e progetti educativi.
Adobe non sembra però voler investire ancora nello sviluppo del prodotto. L’assenza di Animate dalle recenti edizioni di Adobe Max e il mancato rilascio di una versione 2025 avevano già alimentato i sospetti di un disimpegno progressivo .
In precedenza Adobe aveva suggerito l’uso di strumenti alternativi come Adobe After Effects e Adobe Express. Ammettendo implicitamente che nessuna applicazione è in grado di sostituire completamente Animate.

