DNSChanger: in Italia 17.000 utenti colpiti dal blackout

E’ andata meglio del previsto. Il ciclone scatenato dalla chiusura dei server temporaneamente attivati per far fronte ai danni causati da DNSChanger ha, probabilmente, causato meno danni del previsto. Si temeva uno tsunami, è stata solo una brutta mareggiata.

In Italia, secondo le prime stime, gli utenti coinvolti sarebbero stati circa 17.000 e non 30.000 come ipotizzato originariamente. Ad essere bloccati, ovviamente, sono stati gli utenti colpiti dal virus DNSChanger (diffusosi a partire dal 2007) che non hanno provveduto per tempo ad effettuare la disinfezione del sistema. I computer infettati, quindi, sono restati vittime della chiusura dei "server ponte" che erano stati attivati dall’FBI alcuni anni fa al fine di porre rimedio alla pericolosa infezione che si proponeva di effettuare un redirezionamento di massa del traffico web verso siti pericolosi.

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Col termine dell’operazione Ghostclick, pertanto, gli utenti infetti hanno subito un blocco dei DNS ritrovandosi, di fatto, impossibilitati dall’accedere a qualsiasi risorsa disponibile in Rete.

Al fine di risolvere il problema, lo ricordiamo, è necessario verificare le impostazioni del DNS anche attraverso appositi tool di pulizia come quello reso disponibile (gratuitamente) da Avira.

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Claudio Garau
Claudio Garau
Web developer, programmatore, Database Administrator, Linux Admin, docente e copywriter specializzato in contenuti sulle tecnologie orientate a Web, mobile, Cybersecurity e Digital Marketing per sviluppatori, PA e imprese.

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