Cybersecurity post COVID-19, l’impreparazione è un rischio

Il report "Impact of COVID-19 on cybersecurity" della security house Bitdefender è il risultato di una ricerca condotta intervistando quasi 7 mila operatori della Cybersecurity di Gran Bretagna, USA, Australia, Nuova Zelanda, Germania, Francia, Spagna, Danimarca, Svezia e Italia con lo scopo di capire quale sia lo stato delle aziende in termini di sicurezza informatica dopo (e in alcuni casi durante) l’emergenza Coronavirus (Sars-Cov-2).

Il dato italiano è purtroppo uno dei peggiori, con circa la metà delle imprese contattate che avrebbe ammesso una sostanziale impreparazione di fronte a un momento storico come quello attuale in cui gli utenti malintenzionati si sarebbero organizzati per sferrare i propri attacchi approfittando del clima di generale confusione e dello spostamento di molti lavoratori in smart working.

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Questo stato di cose si starebbe manifestando in un periodo in cui l’Italia avrebbe registrato un incremento pari al 28% dei tentativi di violazione basati sul phishing, al 23% per quanto riguarda i ransomware, al 19% relativamente alle minacce derivanti dai chatbot animati tramite social media e al 27% in riferimento alla circolazione di trojan.

Nel 79% dei casi professionisti dell’IT intervistati avrebbero confermato l’intenzione di effettuare degli interventi migliorativi nel lungo periodo, ma da una parte si starebbe assistendo a un aumento consistente delle attività malevole, basti pensare ad una crescita del 34% degli attacchi DDoS (Distributed Denial of Service), dall’altra il personale sarebbe generalmente poco formato in tema di Cybersecurity.

A tal proposito, lo studio rivelerebbe che nel 30% dei casi i dipendenti non sarebbero particolarmente attenti ai protocolli di sicurezza, mentre il 34% degli esperti di Cybersecurity sarebbe preoccupato del fatto che le numerose preoccupazioni derivanti dagli effetti della pandemia possano portare i lavoratori a sottovalutare l’importanza degli aspetti legati alla protezione di dati e sistemi.

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Claudio Garau
Claudio Garau
Web developer, programmatore, Database Administrator, Linux Admin, docente e copywriter specializzato in contenuti sulle tecnologie orientate a Web, mobile, Cybersecurity e Digital Marketing per sviluppatori, PA e imprese.

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