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Apple: il Vision Pro “economico” non avrà gli occhi

I responsabili del Vision Products Group, cioè il team dietro al visore Vision Pro che, ricordiamo, costa da 3.500 dollari, starebbero lavorando per sviluppare dei dispositivi più attraenti dal punto di vista commerciale. Il Vision Pro, infatti, è considerato troppo pesante, costoso e troppo caldo al tatto, potrebbe quindi rimanere un prodotto di nicchia. Nel frattempo Meta sta ottenendo un certo successo con i suoi Ray-Ban Meta più leggeri ed economici. Mark Zuckerbeg e soci hanno presentato anche un prototipo di occhiali per l’AR, che potrebbero impensierire la concorrenza.

Un Vision Pro economico da 2 mila dollari

Nello specifico Apple starebbe operando su almeno 4 nuovi device. Si prevede inoltre che un visore di fascia bassa possa arrivare già nel 2025, seguito da una seconda generazione del Vision Pro con un chip più veloce nel 2026.

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Il modello più “economico” potrebbe costare circa 2 mila dollari e probabilmente utilizzerà un processore inferiore e sarà fabbricato con materiali meno costosi. Secondo l’analista Mark Gurman mancherà anche la funzionalità EyeSight che mostra gli occhi dell’utente all’esterno del visore.

Con un prezzo inferiore, Cupertino si aspetterebbe che le vendite dell’unità possano diventare almeno il doppio rispetto a quelle del Vision Pro.

Anche Apple vuole i suoi occhiali smart

La compagnia starebbe valutando il lancio di occhiali intelligenti simili ai Ray-Ban di Meta e di AirPods con fotocamere integrate entro il 2027. L’idea dovrebbe essere quella di recuperare i miliardi di dollari investiti nella tecnologia di intelligenza visiva del Vision Pro, in grado di scansionare l’ambiente circostante.

Potremmo avere un’anticipazione di questa tecnologia con una funzionalità di Visual Intelligence sull’iPhone 16, portando almeno in parte la capacità del Vision Pro di comprendere l’ambiente circostante su altri prodotti.

A parere di Gurman il problema più grande per Apple è che per ora non riesce a lanciare nuove tecnologie abbastanza velocemente. Starebbe quindi inseguendo un prodotto di Meta che potrebbe non essere disponibile per diversi anni ed è ancora indietro nel campo dell’AI.

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Claudio Garau
Claudio Garau
Web developer, programmatore, Database Administrator, Linux Admin, docente e copywriter specializzato in contenuti sulle tecnologie orientate a Web, mobile, Cybersecurity e Digital Marketing per sviluppatori, PA e imprese.

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