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UE: Meta deve aprire WhatsApp agli assistenti AI della concorrenza

La Commissione europea ha notificato a Meta una Statement of Objections con cui esprime la propria valutazione preliminare secondo cui l’azienda avrebbe violato le regole antitrust dell’Unione europea. Al centro dell’indagine ci sarebbe la decisione di Menlo Park di escludere gli assistenti AI di terze parti da WhatsApp, una scelta che rischia di danneggiare la concorrenza.

Le accuse della UE a Meta

Secondo Bruxelles, questa condotta potrebbe impedire o rallentare l’ingresso di nuovi operatori nel settore degli assistenti AI e rafforzare la posizione di Meta nel settore. Per questo motivo, la Commissione starebbe valutando delle misure volte a evitare danni gravi e irreparabili al mercato. Ciò in attesa dell’esito finale dell’indagine e delle difese dell’azienda.

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La vicenda nasce dall’aggiornamento dei WhatsApp Business Solution Terms annunciato da Meta a ottobre 2025. Con questa modifica, entrata in vigore a gennaio 2026, l’unico assistente AI disponibile su WhatsApp è diventato Meta AI. Tutte le soluzioni concorrenti sono state invece escluse.

La Commissione ritiene che in Europa Meta sia dominante nel mercato delle applicazioni di comunicazione per i consumatori. WhatsApp viene quindi considerato un punto di accesso fondamentale per raggiungere il pubblico. Negare tale accesso ad altri fornitori potrebbe configurare un abuso e creare delle barriere all’ingresso che potrebbero penalizzare i concorrenti più piccoli.

L’indagine su WhatsApp

L’indagine è stata aperta a dicembre 2025 e si fonda sulle normative che vietano l’abuso di posizione dominante. In base al Regolamento 1/2003, la Commissione può adottare misure provvisorie qualora vi sia, anche a prima vista, una violazione delle regole di concorrenza e un’urgenza legata a possibili danni irreparabili.

La Statement of Objections non anticipa però l’esito del procedimento. Meta potrà accedere agli atti, rispondere per iscritto e richiedere un’audizione. Il provvedimento copre inoltre l’intera Europa ad eccezione dell’Italia, dove l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha già imposto alcune misure nel dicembre 2025.

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Claudio Garau
Claudio Garau
Web developer, programmatore, Database Administrator, Linux Admin, docente e copywriter specializzato in contenuti sulle tecnologie orientate a Web, mobile, Cybersecurity e Digital Marketing per sviluppatori, PA e imprese.

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