QuitGPT: il boicottaggio contro ChatGPT

Il movimento QuitGPT sta catalizzando un’ondata di cancellazioni degli abbonamenti a ChatGPT, trasformando un servizio AI in un caso politico. La campagna invita gli utenti a interrompere il piano ChatGPT Plus e contesta i legami tra i vertici di OpenAI e l’amministrazione Trump, oltre all’adozione della tecnologia da parte dell’agenzia federale Immigration and Customs Enforcement.

Le ragioni tecniche e politiche del boicottaggio

La protesta è esplosa dopo la diffusione di indiscrezioni sulle donazioni di Greg Brockman, presidente di OpenAI, al super PAC MAGA Inc., e sulla presenza di un sistema di screening dei curriculum basato su GPT-4 nell’inventario tecnologico del Department of Homeland Security. Nel contempo, le critiche verso GPT-5.2, ritenuto da alcuni utenti meno efficace nella scrittura di codice e incline a risposte prolisse, ha ampliato la platea degli utenti delusi dal chatbot.

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Per i promotori di QuitGPT l’AI non può essere più percepita come infrastruttura neutrale ma come una leva economica e politica. Ridurre la base abbonati di OpenAI potrebbe generare delle ripercussioni sui mercati finanziari e, indirettamente, sull’equilibrio politico. L’iniziativa ha ottenuto ampia visibilità sui social media USA, con milioni di visualizzazioni e migliaia di adesioni sul sito della campagna.

La dipendenza da modelli di ricavo ricorrenti basati sugli abbonamenti espone le compagnie a dinamiche di pressione collettiva. Se il numero di cancellazioni raggiungesse una massa critica, l’impatto potrebbe tradursi in un segnale tangibile per gli investitori.

Nascono le coalizioni anti-AI

Negli Stati Uniti cresce anche l’attivismo interno alle aziende. Così, i dipendenti di diverse società hanno sollecitato i vertici a prendere posizione contro l’uso delle piattaforme AI in ambito governativo. Alcuni CEO hanno risposto con comunicazioni interne che riconoscono la complessità del momento politico.

Il movimento contro l’AI aggrega in ogni caso delle istanze molto diverse tra loro. Tra i temi trattati abbiamo per esempio il consumo energetico dei data center, deepfake, la salute mentale dei giovani e l’impatto occupazionale delle intelligenze artificiali.

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Claudio Garau
Claudio Garau
Web developer, programmatore, Database Administrator, Linux Admin, docente e copywriter specializzato in contenuti sulle tecnologie orientate a Web, mobile, Cybersecurity e Digital Marketing per sviluppatori, PA e imprese.

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