OpenAI porta GPT-6, ChatGPT e Claude su Google Cloud

OpenAI ha annunciato il 25 ottobre 2026 la disponibilità di tre nuovi modelli di intelligenza artificiale su Google Cloud: GPT-6 Astra, GPT-6.1 Sol e GPT-6 Luna. L’accesso iniziale sarà riservato a una selezione di clienti attraverso un’anteprima privata, mentre l’integrazione con Google Antigravity e Gemini Agent arriverà in una fase successiva.

L’accordo amplia la strategia multi-cloud dell’azienda californiana, che punta a ridurre la dipendenza da un singolo fornitore. Microsoft resta il principale partner cloud di OpenAI, ma non detiene più l’esclusiva sui modelli della società. Dopo l’intesa siglata con Amazon Web Services alla fine di aprile, Google Cloud diventa quindi un ulteriore canale per distribuire le tecnologie basate su GPT e AI generativa.

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GPT-6 Astra, Sol e Luna entrano nel Model Garden

I tre modelli saranno disponibili nel Model Garden di Google Cloud, l’ambiente che consente alle aziende di individuare e utilizzare modelli di intelligenza artificiale provenienti da diversi fornitori. La piattaforma ospita già Gemini di Google, Claude di Anthropic e oltre 200 modelli, compresi diversi sistemi open-weight.

Per i clienti Google Cloud, l’inserimento dei modelli OpenAI nel catalogo permetterà di scegliere dinamicamente la soluzione più adatta in base a prestazioni, latenza e costi. L’obiettivo è consentire alle organizzazioni di cambiare modello a seconda del caso d’uso, senza dover modificare l’architettura tecnologica o sottoscrivere contratti separati con ogni provider.

GPT-6 Astra, GPT-6.1 Sol e GPT-6 Luna saranno distribuiti direttamente tramite il Google Cloud Marketplace. In questo modo, il consumo dei modelli potrà essere contabilizzato all’interno dell’unica fattura Google Cloud già utilizzata dal cliente per gli altri servizi della piattaforma.

La disponibilità nello stesso ambiente di Gemini, Claude e dei modelli OpenAI rafforza la competizione tra i principali operatori dell’AI. Aziende e sviluppatori potranno confrontare più sistemi all’interno di un’infrastruttura comune, valutando in modo più flessibile quale modello utilizzare per applicazioni aziendali, automazione dei flussi di lavoro e servizi basati sull’intelligenza artificiale.

Accesso tramite API e integrazione con gli strumenti OpenAI

La fase iniziale prevede un’anteprima privata riservata ad alcuni clienti. L’accesso ai modelli avverrà tramite API, con la possibilità di collegare i flussi di lavoro locali alla piattaforma cloud di Google per l’inferenza.

L’integrazione riguarda anche gli ambienti basati su Codex CLI e desktop. Gli sviluppatori potranno quindi utilizzare i modelli OpenAI all’interno di processi già configurati localmente, affidando a Google Cloud l’elaborazione delle richieste. La configurazione è pensata per ridurre la necessità di trasferire manualmente i progetti da un’infrastruttura all’altra.

In una fase successiva, i tre modelli dovrebbero essere accessibili anche attraverso Google Antigravity e Gemini Agent. La fonte non indica una data precisa per l’estensione della disponibilità, che seguirà il periodo di anteprima dedicato ai primi clienti.

La distribuzione su Google Cloud non modifica il ruolo di Microsoft Azure, che continua a rappresentare il partner cloud principale di OpenAI. L’azienda ha tuttavia ampliato progressivamente il numero di fornitori coinvolti nella propria infrastruttura, una scelta che consente di aumentare la capacità disponibile e di offrire i modelli a clienti con esigenze tecnologiche differenti.

La strategia multi-cloud dopo l’accordo con AWS

La decisione di OpenAI segue una direzione già intrapresa da Anthropic, che ha adottato una presenza su più piattaforme cloud. L’obiettivo comune è evitare che la crescita dell’AI dipenda interamente dalle risorse, dai prezzi o dalle condizioni commerciali di un solo provider.

Alla fine di aprile OpenAI aveva sottoscritto un accordo con Amazon Web Services. L’intesa con Google Cloud aggiunge ora un altro grande operatore alla rete di distribuzione dei modelli, mentre Microsoft Azure mantiene la posizione di partner principale.

Google Cloud è il terzo servizio di cloud computing per quota di mercato, dopo Amazon Web Services e Microsoft Azure. La piattaforma viene scelta dalle aziende per la combinazione tra prestazioni, sicurezza e costi, elementi particolarmente rilevanti per l’utilizzo su larga scala di modelli AI come GPT, Gemini e Claude.

Per Google, l’accordo consente di rendere il proprio ecosistema più aperto ai modelli esterni, senza limitarlo alla famiglia Gemini. Per OpenAI, invece, la presenza nel Model Garden aumenta la raggiungibilità commerciale dei modelli e permette di intercettare clienti che hanno già costruito la propria infrastruttura sulla piattaforma di Mountain View.

OpenAI prepara nuovi finanziamenti in vista della Borsa

L’espansione della rete cloud si inserisce in una fase finanziaria decisiva per OpenAI. Secondo quanto riportato da CNBC, la società avrebbe quasi concluso un nuovo round di finanziamenti da 30 miliardi di dollari, con risorse provenienti dagli Emirati Arabi Uniti e da Coatue, società di investimento statunitense.

La raccolta di capitali è collegata ai piani di quotazione in Borsa previsti per il 2027. OpenAI puntava a raggiungere una valutazione di 1.400 miliardi di dollari, anche se secondo il Financial Times il valore finale potrebbe fermarsi a circa 1.250 miliardi.

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Massimiliano Bossi
Massimiliano Bossi
Stregato dalla rete sin dai tempi delle BBS e dei modem a 2.400 baud, ho avuto la fortuna di poter trasformare la mia passione in un lavoro (nonostante una Laurea in Giurisprudenza). Adoro scrivere codice e mi occupo quotidianamente di comunicazione, design e nuovi media digitali. Orgogliosamente "nerd" sono il fondatore di MRW.it (per il quale ho scritto centinaia di articoli) e di una nota Web-Agency (dove seguo in prima persona progetti digitali per numerosi clienti sia in Italia che all'estero).

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