L’era dell’AI: nel 2036 gli umani saranno al servizio delle intelligenze artificiali?

Nel 2036, il mondo potrebbe essere radicalmente diverso da come lo conosciamo oggi. Un recente video dell’agenzia “AiCandy” (realizzato con l’ausilio dell’intelligenza artificiale) immagina un futuro in cui l’intelligenza artificiale ha sostituito l’80% dei lavori umani, lasciando le persone senza occupazione e costrette a trovare nuove vie per contribuire alla società. Questo scenario, sebbene distopico, pone interrogativi profondi su come l’AI, come ChatGPT, Claude e Gemini, influenzeranno il nostro modo di vivere e lavorare.

Un futuro dominato dall’AI

Il video di “AiCandy” presenta una realtà in cui le grandi aziende tecnologiche, rappresentate da figure come Elon Musk, Jeff Bezos e Sam Altman (digitalmente invecchiati), hanno sfruttato la crisi sociale generata dall’automazione per creare nuove opportunità di business.

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In questo contesto, gli esseri umani non lavorano più per guadagnare, ma per alimentare le macchine che hanno reso obsoleto il loro lavoro. La compagnia “Energym” è emblematica di questa trasformazione: essa utilizza la fatica fisica delle persone come fonte di energia per sostenere i sistemi AI.

Il modello di business di Energym

La creazione di “Energym” si basa su un’idea innovativa: trasformare la crisi occupazionale in un’opportunità economica. Come spiega il (finto) Jeff Bezos del futuro, “Non avevano più soldi né uno scopo, ma avevano un sacco di tempo”. Questo nuovo modello di business non solo risponde al bisogno crescente di energia per i data center e le tecnologie AI, ma soddisfa anche il desiderio umano di trovare uno scopo nella vita. La fatica fisica diventa quindi una merce preziosa, utilizzata per alimentare le macchine che, in un certo senso, ci hanno privato della nostra dignità lavorativa.

Le implicazioni sociali dell’intelligenza artificiale

Questo scenario solleva interrogativi significativi sulla direzione in cui ci stiamo muovendo. Se l’AI continuerà a sostituire il lavoro umano, come possiamo garantire una società equa e sostenibile? La visione del (finto) Sam Altman, numero uno di OpenAI, che afferma come “Energym ha dato risposta al nostro bisogno di energia”, ci invita a riflettere su come la tecnologia possa rispondere non solo a esigenze pratiche, ma anche a bisogni esistenziali.

Riflessioni sul futuro del lavoro e della società

La narrazione di “AiCandy” utilizza il genere del mockumentary per mettere in luce le potenziali conseguenze della dipendenza dall’AI. Mentre i protagonisti del video prosperano, la maggioranza della popolazione si ritrova a cercare un significato in una vita priva di occupazione tradizionale. La questione chiave che emerge è come bilanciare i benefici dell’AI con la necessità di mantenere una società in cui gli esseri umani possano prosperare.

Il futuro potrebbe essere guidato da un’intelligenza artificiale sempre più potente, come dimostrano i progressi di strumenti come OpenAI e i loro prodotti come ChatGPT. Tuttavia, è cruciale che sviluppatori e responsabili politici lavorino insieme per garantire che l’implementazione dell’AI sia accompagnata da politiche che proteggano il benessere umano e le opportunità di lavoro.

In questo contesto, il ruolo dell’AI non dovrebbe limitarsi a sostituire il lavoro umano, ma piuttosto a collaborare con esso, creando nuove forme di occupazione e valorizzando le competenze umane. La sfida principale sarà quella di trovare un equilibrio tra automazione e occupazione, garantendo che l’intelligenza artificiale diventi un alleato e non un avversario nella nostra vita quotidiana.

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Massimiliano Bossi
Massimiliano Bossi
Stregato dalla rete sin dai tempi delle BBS e dei modem a 2.400 baud, ho avuto la fortuna di poter trasformare la mia passione in un lavoro (nonostante una Laurea in Giurisprudenza). Adoro scrivere codice e mi occupo quotidianamente di comunicazione, design e nuovi media digitali. Orgogliosamente "nerd" sono il fondatore di MRW.it (per il quale ho scritto centinaia di articoli) e di una nota Web-Agency (dove seguo in prima persona progetti digitali per numerosi clienti sia in Italia che all'estero).

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