Meta starebbe pianificando l’implementazione del riconoscimento facciale nei propri smartglass già entro quest’anno. Secondo un’indiscrezione pubblicata dal The New York Times, la funzionalità , chiamata “Name Tag“, consentirebbe agli utenti di identificare altre persone in tempo reale e ricevere informazioni su di esse tramite l’assistente AI integrato.
Un rischio per la privacy?
Il progetto sarebbe però ancora oggetto di valutazioni, in particolare per i rischi legati alla sicurezza e alla privacy. Un documento aziendale citato dal quotidiano evidenzia come il management abbia discusso a lungo sulle modalità e le tempistiche di rilascio, consapevole delle potenziali criticità normative e reputazionali.
La funzionalità Name Tag si baserebbe su degli algoritmi di computer vision integrati direttamente nel dispositivo indossabile, con l’AI assistant di Meta a supportare l’elaborazione dei dati. L’obiettivo è quello di trasformare gli smartglass in un’interfaccia per la realtà aumentata capace di sovrapporre informazioni all’ambiente fisico, compresa l’identificazione automatica dei volti.
In origine Meta aveva ipotizzato un rilascio limitato a una conferenza dedicata a persone con disabilità visive, questo prima di una distribuzione su larga scala. L’idea non è stata però implementata.
Non si tratta del primo tentativo di questo genere. Già nel 2021 l’azienda aveva valutato l’integrazione del riconoscimento facciale nella prima generazione dei Ray-Ban Meta, poi accantonata per limiti tecnologici e timori sull’impatto sociale di questa feature.
Meta approfitta del clima politico favorevole?
Meta avrebbe considerato l’attuale contesto politico statunitense come una finestra favorevole per il rilascio e ritenuto che molte organizzazioni della società civile siano attualmente concentrate su altre priorità . Il documento citato suggerirebbe una strategia comunicativa calibrata, appunto, sul clima politico odierno.
Il ritorno del progetto avviene in un momento di avvicinamento tra Big Tech e amministrazione federale. L’eventuale introduzione del riconoscimento facciale nei dispositivi consumer rappresenterebbe un punto di svolta per l’intero settore e riaprirebbe il dibattito su governance dei dati biometrici, consenso informato e limiti normativa nell’era dell’AI.

