Meta non è più una Big Company?

La presentazione dell’ultima trimestrale di cassa di Meta (ex Facebook Inc.) ha determinato una forte perdita dell’azienda in termini di capitalizzazione, la più alta mai registrata dalla Borsa di Wall Street con oltre 200 miliardi di dollari andati in fumo nel giro di poche ore. Paradossalmente però, Mark Zuckerberg e soci potrebbero rivoltare questa situazione a loro vantaggio.

Meta non sarebbe soggetta alla normativa contro la formazione di posizioni dominanti

Attualmente infatti il valore complessivo delle quote azionarie di Menlo Park si assesterebbe poco al di sotto dei 600 miliardi di dollari, tale soglia escluderebbe il gruppo dalla nuova normativa Antitrust in discussione presso il Congresso statunitense che dovrebbe introdurre dei criteri particolari per la classificazione delle cosiddette "covered platform".

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Con questo termine vengono identificate le Big Company a cui si vorrebbero imporre delle limitazioni riguardanti le attività di acquisizione e fusione, non di rado infatti il sovradimensionamento delle società più strutturate è conseguenza di operazioni finanziarie finalizzate alla creazione di posizioni dominanti nel mercato di riferimento.

Se l’iniziativa del Congresso non dovesse essere aggiornata, nel gruppo delle covered platform rientrerebbero invece altre realtà dell’high-tech come per esempio Amazon, Microsoft, Alphabet (di cui fa parte anche Google) e Amazon, tutte compagnie che nel corso della loro storia sono riuscite a raggiungere una capitalizzazione pari a mille miliardi di dollari.

I senatori americani avrebbero comunque tenuto conto della perdita subita da Meta e sarebbe già stata formulata una proposta per abbassare il limite precedentemente stabilito a 550 miliardi di dollari. Per rientrare nella categoria delle covered platform è inoltre necessario che le piattaforme utilizzate gestiscano almeno 50 milioni di utenti mensili o 100 mila utenti business.

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Claudio Garau
Claudio Garau
Web developer, programmatore, Database Administrator, Linux Admin, docente e copywriter specializzato in contenuti sulle tecnologie orientate a Web, mobile, Cybersecurity e Digital Marketing per sviluppatori, PA e imprese.

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