L’FBI vuole un software per sorvegliare la Rete

L’FBI, la polizia federale statunitense, intraprenderebbe da tempo attività per il controllo della Rete e dei dispositivi mobili utilizzando anche strumenti come l’hacking, il cracking, la diffusione di malware e la consulenza di esperti nella violazione dei sistemi informatici.

A rivelarlo sarebbe stato un ex agente della stessa agenzia USA, secondo le sue affermazioni il bureau non avrebbe alcuna remora ad adottare spyware e backdoor per attivare da remoto i microfoni degli smartphone o dei computer per registrare le comunicazioni degli indagati.

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Ma l’attività d’indagine dell’FBI potrebbe essere presto ancora più invasiva, questo perché gli agenti sarebbero intenzionati a convincere i provider sulla necessità di installare in modo massivo un software per la sorveglianza creato dagli stessi sviluppatori del bureau.

La diffusione di questa applicazione, che sarebbe in pratica un "port scanner", potrebbe liberare la polizia federale dall’esigenza di operare volta per volta le complesse operazioni richieste per infettare la piattaforma di un dispositivo da intercettare.

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Claudio Garau
Claudio Garau
Web developer, programmatore, Database Administrator, Linux Admin, docente e copywriter specializzato in contenuti sulle tecnologie orientate a Web, mobile, Cybersecurity e Digital Marketing per sviluppatori, PA e imprese.

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