Internet deve essere un bene comune

Grazie alla capacità della Rete di diffondere velocemente le informazioni, è nato in poco tempo un movimento denominato "Internet Bene Comune", esso ha come obiettivo il riconoscimento dell’accesso al Web come diritto garantito per tutti, esattamente come accade (o dovrebbe accadere) per l’acqua.

Il movimento avrà un suo manifesto che potrà essere completato grazie alla partecipazione di tutti coloro che aderiscono a questa campagna di sensibilizzazione, per contribuire alla sua stesura sarà possibile inviare dei filmati o postare un intervento a riguardo su Twitter (hastag #internetbenecomune).

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Il primo governatore di regione ad aver aderito al movimento è stato Enrico Rossi, la Toscana si conferma così una delle realtà italiane più impegnate nell’abbattimento del digital divide, un problema alla base dell’analfabetismo digitale ancora fortemente presente nel nostro Paese.

Il concetto di Internet come diritto umano di ogni cittadino è da tempo dibattuto non soltanto in Italia, esso si basa sul semplice principio che, ad oggi, privare un individuo della possibilità di accedere alla Rete equivale a privarlo di uno strumento fondamentale per la sua integrazione sociale.

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Claudio Garau
Claudio Garau
Web developer, programmatore, Database Administrator, Linux Admin, docente e copywriter specializzato in contenuti sulle tecnologie orientate a Web, mobile, Cybersecurity e Digital Marketing per sviluppatori, PA e imprese.

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