Instagram annuncia una nuova restrizione riguardante l’uso degli hashtag nei post, con un limite massimo di cinque per ogni contenuto pubblicato. Cambiano così i comportamenti degli utenti e le modalità di scoperta dei contenuti, con un’attenzione particolare al contrasto dello spam e delle pratiche più o meno ingannevoli per generare follower sulla piattaforma.
Perché Instagram ha deciso di limitare il numero degli hashtag
Questo cambiamento non arriva comunque all’improvviso, il servizio di Meta ha testato per oltre un anno diverse soglie fino ad una regola valida definitivamente per tutti gli utenti. Secondo i portavoce di Instagram, l’uso di pochi hashtag molto mirati migliorerà sia le performance dei contenuti che l’esperienza di chi frequenta il social network.
Negli ultimi anni Instagram ha chiarito più volte che gli hashtag non rappresentano il principale strumento di scoperta dei contenuti. Oggi questa responsabilità è affidata in larga parte ad algoritmi basati sull’AI, soluzioni pensate per mostrare a ciascun utente i post più rilevanti in base agli interessi personali.
Gli hashtag mantengono comunque una funzione di supporto. Aiutano infatti a contestualizzare i contenuti e a collegarli a temi specifici. Un uso eccessivo di tag generici è stato però spesso associato ad abusivi e limitare il loro numero a cinque consente di preservarne l’utilità riducendo attività che Meta intende disincentivare.
A cosa servono realmente gli hashtag
La nuova policy risulta coerente con l’approccio scelto per Threads, altra piattaforma di Menlo Park, dove è consentito un solo tag per post. Il responsabile di Instagram, Adam Mosseri, ricordato che gli hashtag non aumentano la visibilità in modo rilevante. Servano principalmente a descrivere un contenuto e a connettere post simili, non a espanderne la visibilità .
Instagram invita i creator a selezionare con maggiore attenzione gli hashtag privilegiando la pertinenza alla quantità .

