Google Maps ci sta riprogrammando la mente?

Ogni mese oltre un miliardo di persone usa Google Maps per orientarsi nei propri percorsi. Ma cosa succede se ciรฒ che vediamo su quelle mappe non riflette piรน la realtร  ma una sua versione “modificata”? A questo proposito รจ possibile fare riferimento ad un caso recente verificatosi negli Stati Uniti, dove nomi geografici come “Gulf of Mexico” sono stati cambiati in “Gulf of America” su impulso del presidente Donald Trump. Questi aggiornamenti, apparentemente innocui, diventano inquietanti se osservati alla luce della teoria della cognizione estesa.

Cosa รจ la teoria delle “cognizione estesa”

Proposta dai filosofi Andy Clark e David Chalmers nel 1998, questa teoria sostiene che i nostri processi cognitivi non si limitano al cervello e si estendono agli strumenti che usiamo regolarmente. Quando uno strumento รจ sempre a disposizione, come uno smartphone, diventa parte integrante del nostro pensiero.

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Oggi, molti di noi delegano a Google Maps la memoria spaziale e il senso dell’orientamento. Ma se l’applicazione cambia le informazioni, anche il nostro modo di concepire e ricordare il mondo puรฒ essere alterato. Secondo alcuni esperti di cognitivismo questo ci espone al rischio che le grandi aziende tecnologiche possano modificare i nostri processi mentali senza alcun consenso.

Nel contesto dell’economia dell’attenzione, dove le piattaforme competono per catturare il nostro tempo e la nostra mente, la linea tra persuasione e coercizione si fa quindi sottile. La persuasione richiede argomenti e scelte consapevoli. La coercizione, invece, agisce sotto la superficie, modificando la percezione senza che ce ne accorgiamo.

Il “lavaggio del cervello” di Google Maps

Cambiare un nome su una mappa digitale puรฒ sembrare un dettaglio. Ma se accettiamo che strumenti come Google Maps siano ormai parte delle nostre “menti estese”, allora tali modifiche diventano interventi diretti nei nostri pensieri. รˆ qui che il controllo informativo sfuma in quello che potrebbe essere letto come un vero e proprio lavaggio del cervello.

Essere consapevoli di quanto sta accadendo diventa quindi fondamentale. Non per abbandonare una tecnologia come Google Maps, ma per usarla in modo critico e proteggere la nostra autonomia cognitiva in un mondo dove pensare con la propria testa รจ sempre piรน una sfida.

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Claudio Garau
Claudio Garau
Web developer, programmatore, Database Administrator, Linux Admin, docente e copywriter specializzato in contenuti sulle tecnologie orientate a Web, mobile, Cybersecurity e Digital Marketing per sviluppatori, PA e imprese.

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