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Gino Paoli, presidente SIAE, difende l’equo compenso

Autore di alcune delle più belle canzoni della storia della musica italiana, Gino Paoli si starebbe facendo amare molto meno in veste di presidente della SIAE (Società Italiana Autori ed Editori), una posizione dal quale avrebbe deciso di difendere i rincari sull’equo compenso.

A parere del cantautore, quella che per la maggior parte dei consumatori sarebbe definibile in tutto e per tutto come un’imposta maggiorata, costituirebbe invece un "un compenso in cambio della possibilità di effettuare una copia personale di registrazioni, tutelate dal diritto d’autore".

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Sempre secondo Paoli, l’equo compenso non dovrebbe essere a carico di coloro che acquistano, ma dei produttori, questi infatti riceverebbero un evidente beneficio dal fatto di poter includere sul proprio supporto un prodotto d’autore come per esempio un brano musicale.

Stando alle parole del Presidente della SIAE, la crescita dei prezzi non dovrebbe pesare sugli utenti, viene però da chiedersi come, una volta introdotto un incremento d’imposta, sia possibile obbligare le casi madri a sopportarne il prezzo senza farlo ricadere sui consumatori.

Leggi (e condividi) la lettera aperta a Gino Paoli scritta da Massimiliano Bossi

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Claudio Garau
Claudio Garau
Web developer, programmatore, Database Administrator, Linux Admin, docente e copywriter specializzato in contenuti sulle tecnologie orientate a Web, mobile, Cybersecurity e Digital Marketing per sviluppatori, PA e imprese.

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