L’amministrazione Trump ha ufficializzato dei dazi del 25% sui semiconduttori, con un’attenzione particolare ai chip AI come l’H200 di Nvidia destinati al mercato cinese. Il provvedimento, firmato dal presidente, riguarda i chip prodotti fuori dagli Stati Uniti ma che transitano nel Paese prima di essere esportati verso i mercati internazionali.
Continua la guerra commerciale tra USA e Cina
Questa decisione è inquadrabile nella strategia statunitense di controllo sull’export di tecnologie verso la Cina, un mercato fondamentale ma politicamente sensibile. Il Dipartimento del Commercio aveva già autorizzato Nvidia a vendere i propri chip H200 a dei clienti cinesi approvati dopo un processo di verifica. I nuovi dazi estendono la misura anche ad altri produttori, tra cui AMD con il suo MI325X.
Nvidia avrebbe accolto comunque positivamente la decisione. L’azienda ha dichiarato infatti che la misura bilancia la necessità di proteggere l’industria statunitense con quella di salvaguardare la competitività a livello mondiale. I lavoratori qualificati degli USA, inoltre, potrebbero essere favoriti da questa iniziativa.
Implicazioni economiche e geopolitiche dei dazi
Il provvedimento non riguarda i chip importati negli Stati Uniti per uso interno in ricerca, difesa o industria. Gli USA producono solo circa il 10% dei semiconduttori di cui hanno bisogno, una vulnerabilità che Washington considera ormai un rischio per la sicurezza nazionale.
La domanda di semiconduttori per l’AI resta poi elevata. In particolare in Cina dove molte aziende cercano di assicurarsi chip ad alte prestazioni per sostenere la crescita dell’intelligenza artificiale. La risposta di Pechino sarà però determinante e il governo cinese starebbe preparando delle nuove linee guida per regolare l’importazione di semiconduttori. Questo con l’obiettivo di ridurre la dipendenza da fornitori stranieri pur continuando ad accedere alle tecnologie necessarie.

