Apple si trova nuovamente a rivedere la roadmap della nuova generazione di Siri. L’aggiornamento dell’assistente vocale, inizialmente previsto a marzo con iOS 26.4, ha incontrato delle difficoltà in fase di test che potrebbero posticipare diverse funzionalità alle release successive, come iOS 26.5 o addirittura iOS 27.
Perché Apple ha rinviato il rilascio del nuovo Siri?
Secondo alcune fonti, i test avrebbero evidenziato dei problemi di affidabilità nell’elaborazione delle richieste. Siri non sempre interpreta correttamente le query, talvolta impiega troppo tempo per rispondere e registra delle imprecisioni nelle interazioni più complesse. Si tratta di un rallentamento importante per un progetto annunciato nel 2024 e più volte riposizionato nel calendario di rilascio.
La nuova release di Siri è stata sviluppata su una nuova architettura chiamata Linwood e sfrutta la piattaforma Apple Foundations Models ora arricchita da tecnologie sviluppate dal team Google Gemini. L’idea è quella di consentire all’assistente di accedere a dati personali e contenuti a schermo per gestire anche delle richieste articolate, come recuperare un messaggio specifico e avviare automaticamente un contenuto condiviso.
Una delle funzionalità più ambiziose, l’accesso avanzato ai dati personali, è però tra quelle più a rischio di slittamento. Nei test è presente una modalità preview, ciò significa che l’azienda starebbe valutando un rilascio graduale o parziale.
Sono inoltre in ritardo le capacità di controllo vocale delle app, basate su un sistema di app intents che dovrebbe supportare i comandi concatenati in un’unica richiesta. I tester hanno segnalato dei comportamenti incoerenti e casi in cui Siri devia verso l’integrazione con OpenAI utilizzando ChatGPT anche quando il motore proprietario dovrebbe essere sufficiente.
Verso iOS 27 con Siri come chatbot integrato
Apple starebbe poi sviluppando un’evoluzione ancora più radicale prevista per iOS 27, iPadOS 27 e macOS 27. Il progetto, nome in codice “Campo“, punta a trasformare Siri in un chatbot integrato a livello di sistema, con un’interfaccia e una logica conversazionale allineate agli standard imposti da ChatGPT.
Tim Cook ha anticipato degli investimenti in nuovi chip per data center dedicati all’elaborazione dell’AI in cloud, mentre il responsabile software Craig Federighi ha sottolineato l’approccio privacy-first dell’azienda. L’elaborazione avverrà quindi solo on-device o tramite server pensati per minimizzare l’esposizione dei dati.

