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Apple: 20 miliardi per Google su iOS?

Negli anni Google ha creato delle partnership con diverse aziende per l’utilizo del suo motore come soluzione predefinita per le ricerche. Tra le compagnie coinvolte vi è per esempio Apple che riceve un compenso da Mountain View per l’utilizzo di Google come motore di default in iOS. Ma a quanto ammonta l’accordo economico tra i due gruppi?

Fino ad ora tale cifra non è stata resa nota ma secondo una stima formulata da Bernstein essa dovrebbe andare da un minimo di 18 miliardi ad un massimo di 20 miliardi di dollari. Si tratta del cosiddetto ISA (Information Services Agreement), cioè di un accordo sui servizi di informazione che, in questo caso, vede Big G remunerare Cupertino per la visibilità e guadagnare dall’advertising.

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Si tratterebbe quindi di una cifra considerevole anche in considerazione delle realtà coinvolte. Come è noto, Apple è l’azienda più capitalizzata al mondo ma se la stima esposta in precedenza dovesse essere confermata, Tim Cook e soci finirebbero per incamerare tra il 14 e il 16% del proprio fatturato annuale soltanto grazie a Google.

Cosa succederebbe se le accuse di monopolio nei confronti di Mountain View dovessero costringere le due compagnie a sciogliere il loro accordo? La Mela Morsicata dovrebbe cercare un altro partner ma difficilmente potrebbero trarne lo stesso guadagno, questo anche se si accordasse con Microsoft per utilizzare Bing come motore di default.

A questo proposito è utile ricordare che di recente sono circolate in Rete delle voci secondo cui nel 2020 Apple sarebbe stata interessata ad acquisire Bing da Redmond. Tale trattativa non sarebbe stata confermata ma è probabile che Cupertino abbia rinunciato all’operazione proprio per non perdere gli ingenti profitti dell’accordo con Google.

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Claudio Garau
Claudio Garau
Web developer, programmatore, Database Administrator, Linux Admin, docente e copywriter specializzato in contenuti sulle tecnologie orientate a Web, mobile, Cybersecurity e Digital Marketing per sviluppatori, PA e imprese.

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