Amazon: migliaia di licenziamenti in vista (per colpa della AI)

Amazon si prepara a un’altra ampia ondata di nuovi licenziamenti nel settore corporate che potrebbe diventare la più significativa nella storia dell’azienda. Secondo un’inchiesta di Reuters, la società di Seattle sarebbe pronta ad annunciare nei prossimi giorni un secondo turno di tagli che, unito a quelli di ottobre, porterà il totale a circa 30.000 esuberi tra i ruoli amministrativi, tecnici e manageriali.

La nuova tornata di tagli potrebbe iniziare già la prossima settimana e colpire divisioni chiave come Amazon Web Services (AWS), retail, Prime Video e risorse umane (People Experience and Technology). Anche se il numero finale dei licenziamenti potrebbe subire modifiche, fonti interne indicano che la dimensione dell’intervento sarà simile a quella che ha portato alla perdita di circa 14.000 posti di lavoro nell’ottobre 2025. Insomma, una mole davvero enorme di persone perderà il lavoro.

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Intelligenza artificiale, burocrazia e riorganizzazione: le motivazioni ufficiali (e i dubbi degli analisti)

Nelle comunicazioni interne di ottobre, Amazon aveva attribuito i primi licenziamenti all’adozione di strumenti di intelligenza artificiale (IA), descrivendo la tecnologia come “la più trasformativa dai tempi di Internet” e capace di automatizzare compiti di routine.

Tuttavia, il CEO Andy Jassy ha in seguito precisato che la decisione non è stata guidata dalla riduzione dei costi o dall’IA in sé, bensì dalla necessità di snellire la struttura organizzativa e ridurre la burocrazia che l’azienda aveva accumulato con crescenti livelli gerarchici.

Nonostante queste giustificazioni, analisti e osservatori del mercato del lavoro sottolineano come l’automazione e l’IA rappresentino un fattore che influenza fortemente la domanda di lavoro nelle attività amministrative e tecniche, accelerando processi che tradizionalmente richiedevano, fino a pochissimo tempo fa, il lavoro di parecchio personale umano.

Tech e mercato del lavoro negli USA

Il maxi‑piano di Amazon si inserisce in un quadro più ampio di razionalizzazione nel settore tecnologico globale.

Dal lancio di ChatGPT nel novembre 2022, momento storico che segna l’avvento della AI sul palcoscenico globale (nonostante, ovviamente, fosse già una tecnologia conosciuta ed in uso anche prima di questa data), molte grandi aziende tecnologiche hanno annunciato tagli di personale: Intel, Google, Microsoft, Meta e altre hanno eliminato decine di migliaia di posti di lavoro negli ultimi anni.

Anche negli Stati Uniti nel suo complesso i licenziamenti aziendali sono cresciuti: secondo dati di Challenger, Gray & Christmas, nel 2025 le imprese statunitensi hanno annunciato circa 1,2 milioni di esuberi, un aumento significativo rispetto all’anno precedente e il livello più alto dal 2020.

Solo una parte di questi (circa 54.000) è stata direttamente attribuita all’adozione dell’IA, il che suggerisce che spesso l’IA diventa un elemento di copertura per tagli motivati da pressioni sui profitti o da difficoltà di bilancio.

Crollo delle nuove assunzioni

Parallelamente, le assunzioni nell’economia statunitense hanno segnato un forte calo: nel 2025 le imprese hanno aggiunto poco più di 507.000 posti di lavoro, una contrazione del 34% rispetto all’anno precedente. Alcuni esperti suggeriscono che l’effetto più dirompente dell’intelligenza artificiale potrebbe non essere tanto accelerare i licenziamenti, quanto ridurre la necessità di nuove assunzioni, poiché le stesse attività possono essere svolte con organici più snelli grazie all’automazione.

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Massimiliano Bossi
Massimiliano Bossi
Stregato dalla rete sin dai tempi delle BBS e dei modem a 2.400 baud, ho avuto la fortuna di poter trasformare la mia passione in un lavoro (nonostante una Laurea in Giurisprudenza). Adoro scrivere codice e mi occupo quotidianamente di comunicazione, design e nuovi media digitali. Orgogliosamente "nerd" sono il fondatore di MRW.it (per il quale ho scritto centinaia di articoli) e di una nota Web-Agency (dove seguo in prima persona progetti digitali per numerosi clienti sia in Italia che all'estero).

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