L’immondizia tecnologica ci sommergerà?

La quantità dei rifiuti teconologici aumenta ogni giorno incrementando i rischi per l’ambiente, come al solito i paesi più colpiti da questo fenomeno (noto anche come e-waste) sono quelli più poveri: India, Africa, Sud America e l’emergente Cina.

Secondo un recente rapporto messo a disposizione dalle Nazioni Unite, il Mondo rischia di affogare a breve tra vecchi computer, televisori dismessi, componentistica elettronica al macero e obsoleti modelli di gadget high tech magari ancora funzionati ma passati di moda.

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I dati forniti indicano una tendenza al peggioramento: entro il 2020 la quantità dei vecchi computer scaricati (e non smaltiti) nel solo sub-continente indiano potrebbe aumentare di ben 500%, la stessa tendeza, anche se con percentuali minori, riguarderebbe altri paesi come Senegal e Uganda.

Ogni anno vengono prodotte 40 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici in più, il primo produttore al mondo di spazzatura tecnologica sono gli Stati Uniti, seguono la Cina in forte crescita, l’India, il Brasile e il Messico; ma il problema riguarda tutto il Mondo.

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Claudio Garau
Claudio Garau
Web developer, programmatore, Database Administrator, Linux Admin, docente e copywriter specializzato in contenuti sulle tecnologie orientate a Web, mobile, Cybersecurity e Digital Marketing per sviluppatori, PA e imprese.

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