Secondo alcune anticipazioni pubblicate nelle scorse ore da Reuters, tra settembre e ottobre 2024 la Commissione Europea potrebbe infliggere una sanzione pari a oltre 10 miliardi di dollari, si parla di 13.4 miliardi, ai danni di Meta. Tale cifra corrisponderebbe al 10% del fatturato mondiale della compagnia californiana nel corso dell’anno passato.
L’accusa sarebbe nello specifico quello di abuso di posizione dominante e riguarderebbe l’inclusione di annunci pubbblicitari nella piattaforma Facebook Marketplace. In sostanza verrebbe contestato il fatto che l’accesso al servizio da parte degli utenti avviene praticamente in automatico, permettendo a Meta di avere un vantaggio competitivo rispetto alla concorrenza.
Exclusive: Meta to be hit with first EU antitrust fine for linking Marketplace and Facebook, sources say https://t.co/DkLUQBoRdK pic.twitter.com/UIcCrPbadL
— Reuters (@Reuters) July 25, 2024
Ciò sarebbe confermato dal fatto che per accedere a Marketplace non è necessario attivare un nuovo account, è sufficiente utilizzare quello di Facebook. A ciò si aggiungerebbe il fatto che l’azienda capitanata da Mark Zuckerberg potrebbe utilizzare i dati degli utenti, anche quelli prodotti tramite le interazioni con le inserzioni della concorrenza, a proprio vantaggio.
A questo proposito è comunque utile ricordare che Meta, pur respingendo le accuse perché a suo parere infondate, avrebbe assunto una posizione collaborativa con la Commissione. Ciò però non sembrerebbe essere bastato per evitare quella che potrebbe la multa più elevata mai comminata ad un’azienda da parte delle istituzione europee.
Contestualmente la società deve difendersi da nuove accuse che riguardano il modello Pay or consent proposto da Facebook e Instagram. Secondo il CPC (Consumer Protection Cooperation), network che fa capo all’Unione Europea, esso sarebbe incompatibile con le norme sulla tutela dei consumatori e, anche in questo caso, il rischio potrebbe essere quello di una sanzione molto salata.