Con il termine botnet si fa riferimento ad una rete di computer che vengono utilizzati da remoto, all’insaputa dei loro legittimi proprietari, per compiere svariate tipologie di attività illecite on-line.
Le botnet sono gestite da un master (detto botmaster) mediante accesso remoto, il quale avviene senza che i legittimi proprietari dei computer infetti se ne rendano conto (agli occhi del proprietario, solitamente, il computer appare semplicemente più lento).
I computer facenti parte delle botnet sono detti zombie perché, come questi ultimi, compiono delle azioni senza alcuna consapevolezza e/o volontà, in quanto governati da altri che li utilizzano quali semplici strumenti per i propri fini.
Qual’è lo scopo di una botnet?
Uno degli utilizzi tipici delle botnet è quello di effettuare attacchi di tipo DDoS (Distribuited Denial of Service) contro vittime predefinite (siti web, ecommerce, istituzioni bancarie, social network, ecc.) al fine di rendere inaccessibili i servizi da queste forniti.
Una botnet diventa sempre più pericolosa al crescere del numero di terminali che ne fanno parte: una botnet con centinaia o migliaia di terminali, infatti, può generare una notevole potenza di calcolo ed essere utilizzata per effettuare attacchi evoluti e particolarmente minacciosi anche per le multinazionali e le istituzioni.
Non è infrequente che le botnet vengano “affittate” dalla criminalità organizzata per perpetrare ricatti e/o compiere attacchi informatici su vasta scala come attacchi DDoS o invio massivo di posta spazzatura (spam).
Come si diventa “zombie”
I computer che diventano parte di una botnet sono vittime di violazioni informatiche, ad esempio si tratta di computer infettati da malware, che utilizzano software obsoleti oppure la cui sicurezza è stata violata mediante la sottrazione delle credenziali di accesso (ad esempio attraverso un attacco di phishing). In ogni caso, i proprietari dei terminali che fanno parte di una botnet sono inconsapevoli del loro ruolo, in quanto la violazione avviene in modo subdolo e non si manifesta esplicitamente alla vittima (se non con dei rallentamenti o delle anomalie che difficilmente vengono riconosciute dai prorietari dei computer come sintomi di una violazione informatica).

