La Commissione europea presenterà giovedì 17 settembre la proposta di legge UE Kids Act, destinata a introdurre nuove regole per la protezione dei minori online e una verifica dell’età sui social media. L’iniziativa, annunciata dalla Presidente Ursula von der Leyen, dovrebbe stabilire limiti diversi in base all’età degli utenti e riguardare anche chatbot di intelligenza artificiale, giochi online e servizi di condivisione video.
Il testo arriva dopo l’impegno assunto durante la conferenza stampa di luglio, quando von der Leyen aveva indicato l’estate come termine per la presentazione di una proposta europea dedicata alla sicurezza dei bambini su Internet. Un portavoce della Commissione ha poi confermato che l’annuncio è previsto per giovedì.
Accesso ai social graduato in base all’età
La misura più rilevante prevista dall’UE Kids Act sarebbe il divieto di accesso autonomo ai social media per i minori di 13 anni. L’accesso potrebbe essere consentito soltanto con il consenso dei genitori, che dovrebbero aprire l’account per conto dei figli.
Per la fascia compresa tra 13 e 15 anni, la proposta dovrebbe introdurre controlli parentali più stringenti. Tra le ipotesi indicate figurano il divieto di contattare persone sconosciute attraverso le piattaforme e limiti agli orari di utilizzo, con l’obiettivo di ridurre lo screen time.
Gli utenti oltre i 15 anni, invece, potrebbero creare autonomamente il proprio account. La Commissione europea dovrebbe definire restrizioni e livelli di accesso in funzione dell’età, collegandoli anche alla possibilità di visualizzare determinati contenuti o utilizzare specifiche funzionalità.
Le regole interesserebbero il più ampio ecosistema dei social network, non soltanto una singola piattaforma. Il provvedimento potrebbe quindi avere effetti sui servizi utilizzati per comunicare, condividere video e creare contenuti, inclusi ambienti come Facebook, Instagram, LinkedIn, TikTok e X, in base all’ambito di applicazione che sarà definito nel testo ufficiale.
Verifica dell’età e tutela dei dati personali
Le aziende dovranno adottare sistemi di sicurezza integrati fin dalla progettazione, secondo il principio della sicurezza “by design”. Tra gli obblighi dovrebbe rientrare anche l’adozione di un sistema efficace per verificare l’età degli utenti, senza affidarsi esclusivamente alle dichiarazioni inserite durante la registrazione.
La verifica dell’età rappresenta uno dei nodi più delicati dell’intervento europeo. Per impedire l’accesso dei minori ai contenuti non adatti, le piattaforme dovranno disporre di strumenti affidabili; allo stesso tempo, gli utenti non dovrebbero essere costretti a condividere una quantità eccessiva di dati personali.
Secondo le informazioni disponibili, potrebbe essere utilizzata un’applicazione attualmente in fase di test. In Italia lo strumento dovrebbe essere integrato nell’IT-Wallet e reso disponibile attraverso l’app IO. La soluzione consentirebbe di verificare l’età senza trasferire necessariamente alle piattaforme tutti i dati contenuti nei documenti personali, anche se i dettagli tecnici saranno chiariti con la proposta legislativa.
Il rapporto con Digital Services Act e AI Act
L’UE Kids Act non nascerebbe come un intervento isolato, ma come complemento di due normative europee già in vigore: il Digital Services Act e l’AI Act. Il nuovo provvedimento dovrebbe estendere l’attenzione alla protezione dei minori in contesti digitali diversi, includendo social media, chatbot basati sull’intelligenza artificiale, videogiochi online e piattaforme di video sharing.
Il modello previsto ricalcherebbe quello già adottato per altre norme europee sul digitale. I costi relativi alla supervisione e agli adempimenti dovrebbero essere sostenuti dalle aziende interessate, mentre le violazioni potrebbero comportare sanzioni.
Il testo dovrà però stabilire con precisione responsabilità, controlli e modalità di applicazione. Per i social network il tema non riguarda soltanto l’età dichiarata al momento dell’iscrizione, ma anche la capacità di impedire che un account venga utilizzato da una persona diversa dal titolare o che i limiti imposti possano essere aggirati facilmente.
Tempi legislativi e iniziative dei singoli Paesi
La presentazione della proposta non coinciderà con la sua entrata in vigore. Dopo l’annuncio della Commissione inizieranno i negoziati con il Parlamento europeo e il Consiglio dell’Unione europea, con un iter destinato a richiedere tempo.
L’applicazione dell’UE Kids Act non è attesa prima del 2027. Nel frattempo, gli Stati membri possono procedere con iniziative nazionali per rafforzare la tutela dei minori sui social e sugli altri servizi digitali.
La Francia, per esempio, sta lavorando a una nuova versione della propria legge dopo la bocciatura da parte del Consiglio costituzionale. Le iniziative nazionali potrebbero quindi procedere parallelamente al percorso europeo, in attesa che vengano definite regole comuni per la verifica dell’età e per i controlli sui minori online.

