Tumblr dice basta ai contenuti per adulti

Per descrivere Tumblr in modo semplice è possibile definirlo come una via di mezzo tra una rete sociale e una piattaforma per il personal blogging. Molto conosciuto nonostante il suo concept per alcuni versi datato, ha dovuto gran parte del suo successo al proliferare di tantissime pagine dedicate alla condivisione dei contenuti per adulti.

A questo punto verrebbe da chiedersi se l’applicazione potrebbe sopravvivere, e quindi garantirsi un buon livello di monetizzazione, senza questi ultimi. Difficle rispondere, ma scopriremo presto la risposta a tale domanda perché i suoi responsabili avrebbero deciso che a partire dal 17 dicembre 2018 non sarà più possibile postare alcun contenuto a carattere pornografico.

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Ma quali sono state le ragioni di questo cambio di rotta? Apparentemente esse andrebbero ricercate nella recente rimozione dell’App mobile di Tumblr dal catalogo dell’App Store, il market place di iOS. A motivare l’allontanamento sarebbe stata la rilevazione di immagini contrarie alle policy del servizio durante una scansione periodica.

Per rimediare all’accaduto i gestori di Tumblr avrebbero optato per una revisione completa dell’applicazione. Inizialmente l’intenzione sarebbe stata quella di applicare dei filtri con cui censurare alcuni contenuti, successivamente si sarebbe invece deciso di risolvere il problema a monte e di escludere definitivamente ciò che prima veniva tollerato.

Le uniche immagini di nudo accettate in futuro saranno quindi quelle motivate da intenti politici, artistici o legati alla cura della salute. Quanto accaduto dimostra poi, ancora una volta, come poche realtà in grado di controllare l’ecosistema mobile riescano ormai a condizionare nel bene e nel male il modello di business di buona parte degli operatori di terze parti.

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Claudio Garau
Claudio Garau
Web developer, programmatore, Database Administrator, Linux Admin, docente e copywriter specializzato in contenuti sulle tecnologie orientate a Web, mobile, Cybersecurity e Digital Marketing per sviluppatori, PA e imprese.

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