La startup Starcloud, supportata da Nvidia, ha presentato un ambizioso piano per lanciare fino a 88.000 satelliti in orbita terrestre bassa, rivoluzionando il settore dei data center dedicati all’intelligenza artificiale (AI). Questa iniziativa si colloca in un contesto in cui la domanda di capacità di elaborazione continua a crescere, spingendo le aziende a esplorare soluzioni innovative e sostenibili.
Un progetto audace per il futuro dell’AI
Il piano di Starcloud rappresenta un passo significativo verso il futuro dei servizi cloud e dell’AI. L’idea di posizionare data center nello spazio mira a risolvere problematiche legate alla crescente domanda di spazio fisico, energia e sistemi di raffreddamento per i data center tradizionali. Con la proposta di utilizzare l’orbita terrestre, Starcloud intende sfruttare la luce solare per l’alimentazione e le basse temperature dello spazio per il raffreddamento efficiente dei sistemi.
Dettagli tecnici e operativi della costellazione
Se il progetto verrà approvato, i satelliti di Starcloud saranno dislocati a quote comprese tra 600 e 850 chilometri, in fasce orbitali strategiche. Questa disposizione garantirà un’esposizione continua alla luce solare, fondamentale per mantenere attivi i sistemi di bordo. Per garantire una connessione efficiente tra i satelliti e con altre reti, Starcloud prevede l’uso di collegamenti ottici, in modo da facilitare il trasferimento di dati nello spazio.
“Stiamo progettando una rete di satelliti che non solo sosterrà i carichi di lavoro dell’AI, ma fungerà anche da infrastruttura per altre costellazioni esistenti come Starlink e Project Kuiper di Amazon.”
Prime missioni e ambizioni future
Starcloud ha già lanciato il suo primo satellite, Starcloud-1, nel novembre 2025, in collaborazione con SpaceX. Questo satellite ha trasportato un processore Nvidia H100 e ha eseguito una versione del modello Gemini di Google in orbita. Il prossimo passo prevede il lancio di Starcloud-2 nel 2027, dotato di cluster di processori avanzati e sistemi per la gestione dell’energia e della temperatura.
Le ambizioni di Starcloud non si fermano qui: si parla di piattaforme satellitari con pannelli solari estesi fino a 4 chilometri, capaci di alimentare un data center orbitale da 5 gigawatt. Questo approccio permetterebbe di affrontare le sfide energetiche e logistiche legate all’espansione dei servizi di AI.
Implicazioni per l’astronomia e il futuro dello spazio
Nonostante i potenziali benefici, l’iniziativa di Starcloud ha sollevato preoccupazioni tra gli astronomi. L’aumento del numero di satelliti in orbita, già affollata da costellazioni come Starlink, potrebbe compromettere l’osservazione astronomica e il monitoraggio del cielo notturno. La crescente presenza di satelliti in orbita solleva interrogativi sulla sostenibilità e sull’impatto ambientale di tali progetti.

