Spotify ha confermato un nuovo aumento dei costi per i propri abbonamenti Premium, il terzo in due anni e mezzo. A partire da febbraio 2026 il prezzo mensile dell’abbonamento individuale passerà da 12 a 13 dollari, mentre i piani Student, Duo e Family subiranno dei rincari a 7, 19 e 22 dollari. L’unico piano non interessato dalla modifica è il Basic che resterà a 11 dollari ed è riservato ad alcuni utenti Premium.
Le ragioni degli aumenti di Spotify
Spotify ha giustificato l’aumento come parte di una strategia che punta a riflettere il valore offerto dal servizio e a sostenere gli artisti. Gli aggiornamenti periodici dei prezzi servono a garantire la migliore esperienza possibile agli utenti. Già nel 2024 l’azienda aveva collegato i rincari alla necessità di investire in nuove funzionalità e qualità .
Negli ultimi mesi Spotify ha introdotto una serie di miglioramenti: audio lossless a novembre, video musicali a dicembre e nuove modalità di interazione tra utenti come Messages e Jams. Ha inaugurato inoltre un nuovo studio di produzione podcast di 1.000 metri quadrati a Hollywood per ampliare la propria offerta multimediale.
Gli aumenti, e le polemiche, non incidono sui guadagni
Nonostante tutto Spotify continua a registrare ottimi risultati finanziari. Nell’ultimo trimestre del 2025, l’azienda ha registrato una crescita a doppia cifra nel numero di abbonati Premium (+12%) e di utenti attivi mensili (+11%), con un utile lordo di 1,35 miliardi di euro. I cambiamenti nel modello di pagamento del 2024 avrebbero però ridotto i compensi di alcuni musicisti.
Alcune controversie, come per esempio gli investimenti dell’ex CEO Daniel Ek nel settore della difesa, avrebbero poi portato a dei boicottaggi senza però incidere in modo evidente sul numero totale di abbonati.

