Il debutto della prossima generazione di console Sony potrebbe richiedere più tempo del previsto. Secondo un report di Bloomberg la casa giapponese starebbe rivalutando la finestra di lancio della futura PlayStation 6, inizialmente prevista per il 2027.
Le ragioni del (possibile) rinvio
La causa principale sarebbe l’aumento dei prezzi delle memorie RAM dovuto alla domanda proveniente dai data center dedicati all’AI. I moduli di memoria ad alte prestazioni sono diventati un componente indispensabile non solo per il gaming, ma anche per infrastrutture cloud e modelli di intelligenza artificiale. Questa pressione sulla supply chain avrebbe costretto Sony a considerare un rinvio al 2028 o addirittura al 2029.
Il contesto è particolarmente complesso perché le console di nuova generazione richiedono grandi quantità di memoria ad alta velocità, elemento fondamentale per gestire la grafica in 4K, il ray tracing e carichi di lavoro molto intensivi.
Effetti a catena su Nintendo e Microsoft
La crisi dei componenti non colpisce solo Sony. Anche Nintendo starebbe valutando un possibile aumento di prezzo per la Switch 2 durante il 2026. Nonostante le vendite elevate, con oltre 17 milioni di unità distribuite e la previsione di superare i 19 milioni entro aprile 2026, i costi di produzione potrebbero incidere sul prezzo finale al pubblico.
Microsoft non ha ancora comunicato delle modifiche alla roadmap della prossima Xbox. AMD, però, ha fatto riferimento di recente a nuovi progressi nello sviluppo del SoC semi-custom destinato alla nuova generazione, inizialmente ipotizzata anch’essa per il 2027.
Se la scarsità di componenti dovesse persistere l’attuale generazione di console potrebbe restare sul mercato più a lungo del previsto, anche con possibili incrementi di prezzo.

