Apple ha confermato che la nuova generazione di Siri si baserà sui modelli Gemini di Google. La conferma arriva dopo mesi di indiscrezioni e segna una svolta nella strategia AI della Casa di Cupertino.
Tim Cook e soci hanno affermato che la tecnologia di Big G rappresenta la base migliore per gli Apple Foundation Models. Si aprirà così la strada a nuove esperienze per gli utenti. Si tratta di un riconoscimento importante considerando l’approccio storicamente chiuso di Apple verso soluzioni sviluppate da terze parti.
Il percorso della nuova Siri
Apple aveva mostrato per la prima volta una versione di Siri basata sulla AI generativa durante il WWDC 2024 suscitando grande interesse. Nel marzo del 2025 l’azienda aveva però deciso un rinvio dell’aggiornamento per l’assistente vocale lasciando intendere che lo sviluppo non fosse ancora maturo per il rilascio al pubblico.
Ora, la scelta di affidarsi a Gemini sembra spiegare quei ritardi. Secondo le ricostruzioni emerse nel corso dell’anno passato, Apple aveva valutato delle partnership con OpenAI e Anthropic. Siri, del resto, utilizza già ChatGPT per alcune richieste all’interno della piattaforma Apple Intelligence. Alla fine, però, Google è emersa come candidata principale per l’integrazione con l’assistente.
Un accordo pluriennale tra giganti
Le indiscrezioni si sono intensificate a novembre, quando è stato riportato che Apple stesse lavorando a una versione personalizzata di Gemini eseguita sui server di Private Cloud Compute, un’infrastruttura proprietaria pensata per garantire standard di privacy molto elevati. In base a queste informazioni Apple potrebbe versare a Google circa un miliardo di dollari l’anno per l’utilizzo della tecnologia.
Cupertino non ha ancora fornito dettagli tecnici o commerciali sull’accordo. Si tratterebbe in ogni caso di un’intesa pluriennale con una collaborazione di lungo periodo destinata a influenzare l’evoluzione di Siri e delle esperienze AI based su iPhone, iPad e Mac.

