OpenAI potrebbe presentare il suo primo hardware entro il 2026

OpenAI potrebbe presentare il suo primo prodotto hardware entro il 2026. A suggerirlo sarebbero le dichiarazioni rilasciate al World Economic Forum di Davos dal responsabile delle policy aziendali, Chris Lehane, che ha confermato come lo sviluppo del dispositivo sia “on track” per una presentazione nella seconda metà dell’anno.

OpenAI avrebbe già in mano un prototipo

Secondo quanto riportato da Axios, l’azienda non avrebbe ancora garantito la disponibilità commerciale nel 2026, lasciando aperta la possibilità che il lancio possa avvenire solo successivamente. Un annuncio entro fine anno rappresenterebbe però un passaggio fondamentale, in linea con le indiscrezioni che ipotizzano un debutto sul mercato nel 2027.

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Il possibile annuncio conferma l’interesse di OpenAI ad affiancare al software un ecosistema hardware proprietario, progettato per valorizzare l’evoluzione dei modelli di AI. Alla guida del progetto c’è una collaborazione di alto profilo tra il CEO Sam Altman e il celebre ex designer Apple Jony Ive, formalizzata pubblicamente nel maggio 2025.

Il team di design, noto internamente come “io” e sviluppato insieme allo studio LoveFrom, avrebbe completato di recente il primo prototipo funzionante. Le informazioni disponibili suggeriscono un approccio prudente ma molto ambizioso, con l’obiettivo di definire una nuova categoria di dispositivi pensati nativamente per l’interazione con l’AI.

Un device per l’interazione vocale?

A rafforzare ulteriormente il progetto è l’ingresso di Janum Trivedi, ingegnere e interface designer con un solido background in Apple. Trivedi ha lavorato su componenti chiave di iPadOS, inclusi il multitasking e le interazioni touch evolute, ed è ora parte del team OpenAI x LoveFrom.

OpenAI starebbe poi potenziando i propri modelli audio. Ciò supporta le ipotesi secondo cui il primo dispositivo hardware sarà fortemente incentrato sull’interazione vocale in modo da ridurre la dipendenza dagli schermi e dalle tastiere.

L’idea dovrebbe essere quindi quella di unire hardware, software e AI per ridefinire una volta per tutte l’esperienza utente.

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Claudio Garau
Claudio Garau
Web developer, programmatore, Database Administrator, Linux Admin, docente e copywriter specializzato in contenuti sulle tecnologie orientate a Web, mobile, Cybersecurity e Digital Marketing per sviluppatori, PA e imprese.

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